mercoledì 28 ottobre 2020

"Fairy Oak Blogtour": Cosa dobbiamo aspettarci dalla storia


Ricordo come se fosse ieri l'uscita del terzo libro di Fairy Oak. 
Era il 2007, avevo undici anni. 
Io e un gruppo di amiche appassionate avevamo letto e riletto i primi due volumi - animate da quella passione ardente che muove solo il cuore dei bambini - e con trepidazione aspettavamo "Il potere della luce". 
La prima ad acquistarlo fu mia cugina, ed io ero curiosissima di conoscere la storia, anche se non volevo porle qualche domanda la cui risposta mi rovinasse la sorpresa. 
Cosa devo aspettarmi? Non riuscii a fare a meno di chiederle. 
Lei, con lo sguardo compiaciuto di chi custodisce un segreto ignoto al suo interlocutore, mi guardò e disse: "Sappi che in questo romanzo non vedrai molto spesso Pervinca". 
Non aveva esattamente risposto alla mia domanda, ma con quella frase era consapevole di avermi spiazzata, perché sapeva che Pervinca era il mio personaggio preferito (lei, invece, adorava la dolce Vaniglia.) 
Inutile dire che le sue parole sibilline mi stupirono (Come sarebbe? Non c'è Pervinca? Mi prendi in giro, vero? Perché?) e mi incurisirono moltissimo. Ricordo di aver trascorso molti giorni a domandarmi come sarebbe proseguita la storia, e mi struggevo mentre la mia copia non arrivava. Non saprei dire se le poste fossero lente o se, nella mia mente di bambina, il tempo dell'attesa fosse semplicemente dilatato. Fatto sta che mi sembrava di attendere da un'eternità. 
Quando finalmente ricevetti il libro, iniziai a leggerlo subito. Scoprii perché non c'era Pervinca nella storia, appresi le ragioni della sua fuga, ne ammirai il coraggio. Lessi quasi col fiato trattenuto gli ultimi capitoli, avevo gli occhi pieni di stelle dopo aver concluso il libro. 

Nel corso degli anni, avrei ripreso tra le mani i romanzi di Fairy Oak molte volte, per rileggerli. Ed ogni volta avrei trovato i frammenti di infanzia che avevo lasciato tra quelle pagine - la piccola bambina che non ero più - lì ad aspettarmi, a ricordarmi chi ero e chi amavo essere. 
Quando ho saputo, all'inizio dell'anno, che l'autrice stava per pubblicare un nuovo capitolo della saga, mi sono posta la stessa domanda che posi a mia cugina tanti anni fa: 
Cosa devo aspettarmi dalla storia? Quale nuova avventura ha da raccontarci Elisabetta Gnone? 

Leggendo l'ultimo romanzo, posso assicurarvi che il mondo di Fairy Oak si conferma come una fonte inesauribile di sogni e avventure.
"La storia perduta" non è il libro che mi aspettavo. No.
È meglio. 
Fairy Oak è un universo narrativo che ha ancora tanto da dire - e da dare - ai suoi affezionati lettori.

martedì 27 ottobre 2020

Review Party: "Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes"



"Una volta eliminato l'impossibile quel che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità"

Questa la citazione più famosa del detective Sherlock Holmes, nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, personaggio al quale ha dedicato numerosi racconti e romanzi, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. 
Questa la citazione più famosa del detective Sherlock Holmes, nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, che a lui ha dedicato numerosi racconti e romanzi, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. 
Uomo dall'intelletto brillante e dotato di una capacità di osservazione fuori dal comune, Sherlock è capace di notare dettagli apparentemente insignificanti. Il suo fedele amico, il Dottor Watson, nonché narratore delle avventure di Sherlock, resta ogni volta sbalordito dalle sue deduzioni. Nonostante la sua ampia cultura, a Sherlock sfuggono nozioni importanti: ad esempio ignora che la Terra ruoti intorno al Sole. Non soffre particolarmente di queste carenze che possono apparire insolite, perché ritiene che simili informazioni non possano risultargli utili in nessun modo. Nessuna donna riesce ad attirare mai il suo interesse eccetto una, Irene Adler, l'unica che sia anche riuscita a prenderlo in giro. Ogni volta che viene menzionata, Irene è ricordata come "la donna": la sola per cui Sherlock provi una sincera ammirazione. 
Sherlock ha molti nemici ma uno è il suo principale antagonista: il professor James Moriarty, un insegnante di matematica che possiede un intelletto capace di eguagliarlo. Tuttavia, Moriarty pone questo suo genio al servizio del male. Compare poche volte nelle opere di Conan Doyle, e Watson non lo vede mai di persona. 


Di piacevole lettura, scorrevoli e brillanti, i racconti e i romanzi di Sherlock Holmes rappresentano senza dubbio un'eccellenza della letteratura gialla. Sono brevi, geniali e riescono ad aprire la mente del lettore, coinvolgendolo nelle indagini e sorprendendolo con le soluzioni finali dei vari misteri. 
La figura di Sherlock Holmes è radicata così profondamente nell'immaginario comune che numerosi autori hanno voluto onorare la memoria del grande detective britannico con un racconto -una fanfiction, si direbbe oggi- che vede come protagonisti lui e gli altri personaggi che fanno parte del suo universo letterario.
Il nuovo drago Mondadori "Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes" non racchiude infatti le opere dell'autore (che potete trovare in un altro imperdibile drago: "Sherlock Holmes~Tutti i romanzi e tutti i racconti") bensì tantissimi racconti brevi dai toni umoristici dedicati a Sherlock Holmes, ad opera di vari scrittori. 
Perché così tanti hanno avvertito il bisogno di scrivere una storia per omaggiare il personaggio di un altro autore? Perché è l'immortale protagonista di opere senza tempo, che non perde mai il suo fascino. 

«Il pubblico» commentò Holmes «preferisce sempre una storia che già conosce.»

Il libro inizia presentando al lettore due racconti dello stesso Doyle: neanche lui, infatti, ha resistito alla tentazione di scrivere delle parodie per i suoi personaggi. 
Ciò che accomuna le tante, tantissime storie presenti in questo volume è infatti la frizzante ironia caricaturale ai danni di Sherlock Holmes e degli altri personaggi. 
Scrivere una parodia non significa svilire il modello, quanto invece riconoscerne il valore letterario. Ed è proprio ciò che hanno fatto gli autori dei vari racconti. 
Queste brevi storie vedono Sherlock protagonista delle più bizzarre avventure,  a volte catapultato in un universo completamente diverso dal suo, il che crea un superbo contrasto letterario - come ne "I patriarchi scomparsi" di Logan Clendening che lo vede impegnato in un'indagine post mortem, una simpaticissima collaborazione con San Pietro in paradiso - oppure intento in indagini di discutibili utilità, come la deduzione sul colpevole della fiaba di "Cappuccetto rosso" nel racconto di Anthony Boucher "Lo spirito del lupo": 


«Come sono stupidi gli uomini!» proruppe Holmes tra sé e sé. «Ripetere quella storia  per intere generazioni e non capirne il vero significato! Eppure la verità sta nelle stesse  parole di questo bambino. Lupo babau… Ha capito, Watson, vero?» «Capito cosa?» balbettai.
«Ci sono due punti essenziali. Vi concentri la mente, Watson. Primo, Cappuccetto Rosso si accorge solo per gradi che la “nonna” ha in realtà un aspetto da lupo, cogliendone  i tratti uno alla volta. Secondo, dopo che il lupo viene ucciso, la nonna ritorna.» «Ma, caro Holmes…» «Ancora non capisce? Allora ascolti.» Lo sguardo gli si accese. «Era proprio un lupo  babau, un lupo dallo spirito maligno, un lupo mannaro, un lupo che assume solo la forma  lupesca di un essere umano antropofago. E l’essere umano in questione era… la nonna!
«È perfettamente chiaro. Cappuccetto Rosso non si accorse subito che la figura sul letto era quella di un lupo. No, lei si avvide delle caratteristiche da lupo un po’ alla volta. È  chiaro che stava osservando il lupo mannaro che si trasformava da essere umano in lupo.
«Poi, quando quest’ultimo fu ucciso, ricomparve la nonna. Ma non balzando fuori  dallo stomaco della belva: quella è una razionalizzazione successiva, del tutto impossibile persino per i canoni delle fiabe. Invece la nonna era distesa sul pavimento, abbattuta dal colpo di ascia del tagliaboschi. Questo perché, una volta ucciso, il lupo mannaro  riacquista la sua forma umana.» «Holmes,» dissi senza fiato «lei ha proprio ragione. Dev’essere questa la verità. Così  semplice e così sconvolgente. Dopo tutti questi secoli, soltanto lei…»

Non perdete questa raccolta di racconti strambi, assurdi e divertenti, in cui potrete leggere inediti lati di Sherlock Holmes, indagati da scrittori che si sono divertiti ad ironizzare su un personaggio unico ed indimenticabile che lascerà un segno indelebile nella vostra memoria perché, come scrive Barry Day nel racconto "Il canarino curioso":

"Signor Sherlock Holmes, il mondo è un posto migliore grazie  alla sua presenza.»