martedì 24 maggio 2022

"Questa violenta fine" di Chloe Gong

“Questa violenta fine” è il romanzo conclusivo della duologia scritta da Chloe Gong ed edita, in Italia, dalla casa editrice Mondadori.

Erano tutti uguali. Era quella città, divisa per nomi, colori e manti erbosi, ma in un certo senso capace di trasudare un’unica, identica sfumatura di violenza.”

Proprio quando sembrava che Shanghai stesse per tornare alla normalità, libera dai mostri e dagli insetti che instillavano la follia e il suicidio nelle persone, lettere misteriose di ricatto arrivano alla Gang Scarlatta, pretendendo un riscatto per non liberare una nuova ondata di suicidi su una città già resa instabile dalle rivolte comuniste. Quando però le stesse minacce arrivano ai Fiori Bianchi ed essi le ignorano, l’impossibile ritorna a fare capolinea dagli angoli oscuri della città: i mostri sono tornati e, stavolta, riescono a manovrare la follia a loro piacimento, sterminando un intero locale appartenente alla fazione russa. A quel punto, le due gang criminali decidono di collaborare, mettendo a lavorare fianco a fianco i due giovani eredi.

Ma le due organizzazioni non sanno che, qualsiasi sentimento possa aver legato in passato Roma Montagov e Juliette Cai è sparito, cancellato dalla rabbia e dalla sete di vendetta nel momento in cui la giovane erede scarlatta ha ucciso l’amico di Roma e di suo cugino Benedikt, Marshall, per dimostrare alla propria Gang e a Tayler, suo cugino, di stare lavorando sotto copertura. E sebbene tutta la messa in scena costi ancora tanto a Juliette, ella è convinta di aver fatto la cosa giusta, anche per il bene di Roma. 

Ai tempi di New York era così brava a mentire, così brava a fingere di essere una persona completamente diversa. Questi ultimi mesi l’avevano consumata finché di lei non era rimasto nient’altro di lei se non… lei stessa,”

Egli infatti non sa che Marshall è vivo e tenuto al sicuro da Juliette, in maniera tale da tenere in vita se stessa e le persone a cui tiene. Ciò nonostante, l’erede scarlatta non può combattere in eterno i suoi sentimenti, anche se cerca di erigere un muro fra di loro, e quando Roma si troverà in pericolo, piuttosto che permettergli di rischiare la vita sua o delle persone a lui care, metterà in gioco la propria, lasciando il giovane russo confuso e arrabbiato.

Perché erano nati in due famiglie in guerra e lei avrebbe preferito morire per mano di Roma piuttosto che essere causa della sua morte.”

Ma gli eredi giocano un gioco pericoloso e, mentre cercano di salvare la città da un epidemia di mostri e suicidi, non si accorgono che i loro genitori complottano alle loro spalle, alleandosi con la politica e distruggendo la città che Roma e Juliette hanno tanto a cuore. Quando i Nazionalisti colpiranno al città, decisi a sterminare la minaccia comunista, niente dell’impero delle Gang rimarrà in piedi e, la verità sul comportamento di Juliette, verrà a galla in un momento in cui la città sarà in bilico fra il caos e la guerra, dove lei si troverà a compiere una scelta terribile fra ciò che ama e ciò che le hanno insegnato.

La rivoluzione è questo, dopotutto, Una scia di sangue che serpeggi a da porta in porta, chiassosa e violenta, finché i ricchi non possono più distogliere lo sguardo.”

Alla fine, agli innamorati non resterà che una scelta da fare: combattere, per il bene di una città che odiano e che amano allo stesso tempo? O scappare, per l’amore che li unisce?

Allora io avrei vissuto una vita normale, bramando un grande amore che non avrei mai trovato, perché alle persone normali accadono cose normali, e le persone normali si accontentano di qualsiasi cosa le soddisfi, senza mai sapere se ci sarebbe stata una felicità più grande in un’altra vita.”

Il libro, a differenza di quello che lo ha preceduto e anche grazie al lavoro storico e narrativo di introduzione che “Queste gioie violente” ha svolto, procede con dei ritmi molto più incalzanti e serrati, lasciando raramente la sensazione di attimi di spazio bianco, fra un evento e l’altro, dove il lettore non sa bene dove la storia voglia andare a parare.

Affonda dritto nel profondo e afferra ciò che batte sotto la superficie, ed è l’amore che sopravviverà quando tutto il resto sarà morto.”

In questa sede vengono approfonditi molto di più i caratteri, le motivazioni e, in generale, la costruzione di tutti i personaggi secondari che colorano la storia della Shanghai del 1927, rendendo la storia più coinvolgente ed in grado di esercitare attrattiva anche nelle relazioni che vanno al di là di quella romantica, sull’onda dell’amore-odio che coinvolge Roma e Juliette.

Per amarti e onorarti, laddove nemmeno la morte può dividerci. In questa vita e nella prossima, finché le nostre anime rimarranno, la mia troverà sempre la tua. Queste sono le promesse che io faccio a te.”

La fine del romanzo, sebbene avvenga con una velocità insolita, rispetto a tutti gli avvenimenti della duologia, segue un ritmo accelerato per dare il senso di impulsività e di avventatezza che gli avvenimenti esigono, lasciando il lettore a struggersi e a chiedersi se, senza la disperazione e il senso di impotenza e di appartenenza che permeava Roma e Juliette alla fine, le cose non sarebbero potute andare diversamente.

“«Continua a lottare per amore.» Juliette aveva voluto essere egoista, aveva voluto fuggire. Ma il loro amore era fatto così: violento e sanguinoso. Quella città era il loro amor. Non potevano negare di essere stati cresciuti come gli eredi di Shanghai, due pezzi di uno stesso trono. Cosa restava del loro amore se rifiutavano ciò?”

Questa violenta fine” è la degna conclusione di un opera che parla di sangue, amore, violenza e lealtà. È un opera che parla anche di scelte, che vanno al di là di quello che gli altri ci impongono e che, alla fine, il mostro più terrificante di tutto il modo, non è necessariamente quello con le fattezze bestiali, ma quello capace di fare male al prossimo senza motivo alcuno se non quello della propria vana gloria e dell’onore.

“«Una rosa è una rosa, anche con un altro nome» sussurrò. «Ma siamo noi a scegliere se offrire bellezza al mondo, o usare le nostre spine per pungere» Potevano scegliere. Amore o sangue. Speranza o odio.”

~Articolo a cura di Luinil

giovedì 12 maggio 2022

"Queste gioie violente" di Chloe Gong

"Queste Gioie Violente" è un romanzo young adult e fantasy, scritto da Chloe Gong e pubblicato dalla case editrice Mondadori. 

"Dicono che Shanghai  si erga come la giglia brutta di un imperatore, con le sue strade che si stendono come solo gli arti di una principessa rabbiosa potrebbero fare. Non è nata così.  Un tempo era bellissima." 

La Shanghai degli anni venti è un luogo vivo, tumultuoso e pericoloso. Un posto frammentato, diviso fra le potenze coloniali e quelle della malavita, che tentano disperatamente di aggrapparsi alla propria città  per mantenerne il suo spirito originario. È proprio questo pezzo di terra non colonizzata che si contendono le due gang malavitose che stabiliscono chi vive e chi muore in città. Da un lato la Gang Scarlatta, governata dall'antichissima famiglia dei Cai, la cui giovane erede, Juliette, è da poco tornata dall'America. Dall'altro i Fiori Bianchi, di lignaggio russo, comandata dai Montagov, di cui Roma è discendente ed ereditiero. 

"Laddove la Gang Scarlattadipendeva dai gradi di parentela - in mase a quale famiglio risalisse più  indietro nel tempo, prima che il paese si sgretolasse con la caduta dell'impero - i Fiori Bianchi operavano nel caos, nel movimento costante" 

Quando però i membri di entrambe le gang iniziano a suicidarsi, sgozzandosi a mani nude, Roma, sebbene non goda più  del favore di suo padre, decide di indagare sulla questione e recandosi a fare visita agli Scarlatti, nonostante la faida secolare che li rende nemici. Non si aspetta però di trovare lì Juliette, che con tutto il suo odio e la sua freddezza, respinge qualsiasi tentativo, seppur pallido di collaborare. Juliette odia Roma, con tutto il cuore. Lui, che sognava la pace e l'unione l'aveva tradita e costretta, per vie traverse, a vivere lontano dalla sua casa. Ma adesso era tornata, più forte di prima, per riprendersi il suo posto a capo della gang e la sua vendetta. 

"Erano ragazzini sorridenti che avevano trovato un confidente, un amico che comprendeva il bisogno di essere qualcun altro, anche solo per qualche ora al giorno. Si erano innamorati. O almeno... Juliette aveva pensato fosse così" 

La situazione, però,  precipita in fretta. La gente che si suicida è sempre più numerosa e le persone sostengono di aver assistito ad apparizioni di un mostro spietato, mentre un magnate straniero compare all'improvviso con un vaccino miracoloso dal costo elevato, che lascia la gente in povertà e aizza il malcontento e alla ribellione. 

"Un sole settembrino, che perde parte del suo calore ma non il suo splendore..." 

Solo quando la sorella di Roma si ammalera di questa "follia" che fa impazzire la gente, i due decideranno di tornare a collaborare all'inasputa delle loro famiglie, una per salvare la città,  l'altro per salvare la sua famiglia. Ma quanti segreti si nascondono, assieme alle armi celate fra le pieghe dei vestiti dei sanguinosi Roma e Juliette? Quanto dolore? Saranno in grado, assieme, seppur divisi, di far fronte all'epidemia dilagante di follia e malcontento che affligge la città? 

"Per Alisa [...] e per tutte le ragazzine di questa città  che cadono vittime di un gioco a cui non hanno mai chiesto di giocare, ti aiuterò." 

"Queste Gioie Violente"  è un libro lento a carburare che potrebbe spingere un lettore impaziente a posarlo sul comodino e a lasciarlo lì. Se però si superano le pagine iniziali e la tentazione del paragone con l'opera Shakespeariana a cui si ispira, si fa una scoperta meravigliosa, un po'come quando si ritrova un tesoro sepolto in una scatola caotica. 

"Astra inclinat [...] sed not obligant. Le stee ci influenzano, ma non ci obbligano" 

La narrazione, infatti, si dipana davanti agli occhi di chi legge come un film di carta ed inchiostro, che ricorda i vecche pellicole sulla mafia anni venti, portando con se  una filigrana che ha un sapore familiare e sconosciuto.

"Il confine tra l'essere nemici e l'essere amici era orizzontale o verticale? Era un'enorme distesa su cui muoversi a fatica o un muro alto, altissimo, da scalare o abbattere con un unico, potente colpo?" 

Scelta audace quella del tempo storico, che presenta l'ostacolo di come una donna possa ottenere potere in un mondo di uomini, ostacolo brillantemente superato dall'autrice attraverso una Juliette determinata e spietata, così diversa dall'originale. Una menzione d'onore va alla scelta di trattare la storia e il cambiamento di una civiltà così  distante dalla nostra e così  antica.
Unica pecca che interrompe la narrazione ma che al contempo le dà carattere, è la mancata traduzione allegata a fondo pagina delle piccole frasi in lingua straniera. 

"Perfino la terra dei sogni deve svegliarsi di tanto in tanto. E sebbene possa esserci bellezza dietro il suo nucleo marcio, sebbene sia grande, spalancata e abbondante, pronta a nascondere chi vuole restare nascosto e a far brillare chi desiderava essere ricordato, si trova altrove." 

"Queste Gioie Violente" è un romanzo sorprendente e affascinante, che libera dalla monotonia "Romeo e Giulietta" di Shakespeare e le dona una grinta rutta nuova, lasciando il lettore assetato, in attesa del suo seguito.


~Articolo a cura di Luinil

martedì 3 maggio 2022

"La promessa" di Leah Garriott

“La promessa” è un romanzo romantico ambientato nella prima metà del diciottesimo secolo, scritto da Leah Garriot ed edito dalla Vintage Editore.

Ciò che intende dire è che tutto inizia con un piccolo passo.”

La vita di Margaret Brinton è stata sconvolta e il suo cuore è a pezzi quando scopre che il suo promesso sposo, Edward, la frequentava solo per la sua dote. La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che la sorella di Edward è la promessa sposa del fratello di Margaret e che, lo scandalo che li ha coinvolti, getta un ombra di dispiacere sull’unione dei due ragazzi.
Margaret prende allora la decisione di cercare marito, grazie ad una serie di incontri organizzati da un’amica di sua madre, con lo scopo di trovare un uomo di cui non le interessa nulla e con cui stabilire solo un unione di convenienza. 

Se solo avessi potuto dispiacermi abbastanza, rimpiangere quanto bastava, essere forte a sufficienza, forse avrei potuto riportare indietro l’orologio e fare in modo che niente di tutto questo succedesse.”

Alla cena la giovane incontra Mr Northam, un dongiovanni affabile e seducente che sembra fare proprio al caso suo. Ma, alla stessa cena, è presente Lord Williams, cugino del giovane mascalzone, che le sconsiglia caldamente di avvicinarsi al parente, come Margaret ha gia dimostrato di voler fare, e la umilia, abbandonando la sala difronte alla nutrita folla di persone presenti, proprio mente Margaret suona un pezzo al pianoforte.
Alcuni giorni dopo, poco prima che Mr Northam possa baciare Margaret e farle la proposta che lei tanto attende però, la giovane e suo fratello sono richiamati dal padre per rientrare con urgenza nella dimora familiare. Lì scoprono che Lord Brimton ha trovato un marito per la sua figlia più grande e che è deciso a fare andare il matrimonio in porto.

Eppure non riuscivo a reprimere la speranza che le cose avrebbero potuto essere diverse.”

Margaret, scontenta del fatto che la sua opinione non sia neanche stata lontanamente presa in considerazione, ne che si sia creduto che lei potesse farcela da sola a trovare marito, è decisa a mandare all’aria il matrimonio, nella convinzione che presto, Mr Northam verrà a chiedere la sua mano. Ma tutto si aspettava meno che il tanto odiato Lord Williams, che sembra averla presa a cuore più di quanto dia a vedere. L’uomo però ha un carattere mutevole come il vento e Margaret è decisa a non farsi mai più rubare il cuore, nemmeno da un gentiluomo che, nonostante le sue scortesie, si dimostra sempre pronto ad ascoltare le sue parole. Riuscirà Margaret a liberersi dell’uomo? O cederà al lato di lui che la fa sentire ancora viva e amata?

Northam aveva il controllo della mia mente, mentre Gregory aveva il controllo del mio cuore. Di chi avrei dovuto fidarmi?”

Il libro si presenta come una lettura piacevole, niente affatto pesante, che scorre facilmente senza però mancare di lasciare traccia nel lettore. Grazie a Margaret, personaggio in cui è facile immedesimarsi e il cui carattere è, grossomodo, assimilabile a tutte le giovani ragazze che hanno subito un torto in amore, viene istintivo trovare il suo ragionamento, se non logico, almeno comprensibile, e provare solidarietà nei confronti della giovane donna.

“C’era qualcosa da ammirare nello sforzo dell’albero di resistere, ma la perdita del ramo era inevitabile. Allora perché lottare così disperatamente per tenerlo?”

La lettura, leggera ma accattivante, sembra perfetta per i giorni di primavera che si avvicinano sempre di più in questo periodo, e rappresenta una scelta ideale per tutti quei lettori o lettrici che amano perdersi nelle storie uniche e magiche ambientate nella Londra dei primi dell’ottocento, e di tutte quelle atmosfere inspirate e figlie in qualche modo, seppur marginale, dalle opere scritte in periodo Napoleonico.

A cosa sarebbe servito il futuro se si fosse trasformato in una prigione del passato?”

La Promessa” è un romanzo romantico, la cui lettura scorrevole allieta le giornate lunghe e oziose di primavera, adatto per chi ama perdersi fra balli e convenzioni sociali in disuso senza però disdegnare un pizzico di trasgressione dal tradizionalismo e dai dettami storici, che rende il tutto accattivante e contribuisce alla magia che solo questo tipo di libri sa donare. 

~Articolo a cura di Luinil 

lunedì 2 maggio 2022

"Le impure" di Kim Ligget

“Le Impure” è un libro fantasy, distopico e autoconclusivo, scritto da Kim Ligget ed edito dalla casa editrice Mondadori.

Pensavo che la mia magia consistesse in questo: nella capacità di vedere cose precluse agli altri, cose che non volevano ammettere nemmeno con se stessi. Ma basta solo aprire gli occhi. I miei sono spalancati.”

Tierney James è una ragazza, figlia del dottore del suo paese e benestante che dovrà presto affrontare l’anno di grazia, un periodo di prova per tutte le ragazze che hanno un età compresa fra i quindici e i sedici anni, nella quale verranno bandite dal villaggio per potersi liberare dalla magia che si crede si impossessi di loro e che faccia impazzire gli uomini. Tierney non ha paura tanto per lei, quanto per la sua famiglia. Infatti, se non riuscirà a tornare dall’anno di grazia, da viva o da morta, saranno le sue sorelline più piccole ad essere bandite dal villaggio e mandate nei sobborghi, dove l’unico modo per sopravvivere è vendere il proprio corpo ai bracconieri, i cacciatori delle ragazze che affrontano l’anno di grazia.

Mio padre mi ha sempre detto che una persona è il risultato di tutte le piccole scelte che ha compiuto nella vita. Le scelte che non nota mai nessuno. Forse non potrò esercitare il controllo su molte cose, tipo chi sposerò o quanti figli genererò, però posso esercitare il controllo su questo momento. E non ho intenzione di sprecare l'occasione.”

Nonostante tutto, però, la giovane ragazza ha dei sogni: da sempre allevata da suo padre come il figlio maschio che non ha mai avuto, ha grandi capacità di osservazione e abilità di sopravvivenza  e sogna, al suo ritorno, di lavorare nei campi ed essere padrona di se stessa, senza dover avere un marito. Le ragazze dell’anno di grazia, infatti, poco prima di partire, affrontano la cerimonia del velo: alcune di loro, saranno scelte, per non dire “comprate”, dagli uomini in cerca di moglie, che diventeranno loro mariti al loro rientro dai boschi. Come segno di impegno, ricevono dai padri un velo, simbolo del loro status e del fatto che non dovranno e non potranno più lavorare.
Tierney però, ha fatto di tutto nella sua vita per non ricevere un velo ed è sufficientemente convinta di esserci riuscita.

Questo è il problema quando si lascia entrare un barlume di luce: dopo che ci viene sottratto, sembra che l’oscurità sia più profonda di prima.”

Quando però il suo più caro amico, Michael Welk, futuro capo del villaggio, si mostra a lei come futuro marito, la mattina dell’anno di grazia, Tierney si sente sconvolta e tradita: lui più di tutti doveva sapere quanto lei desiderasse appartenere solo a se stessa. È avvolta dal mantello, regalo di sua sorella maggiore June, e con il dispiacere nel cuore che la ragazza si allontana dal villaggio, assieme alle sue compagne.

Non sa che di lì a poco, le cose nell’accampamento delle ragazze dell’anno di grazia, lasciato distrutto da coloro che le hanno precedute, diventeranno sempre più strane. Dopo pochi giorni anche Tierney si sentirà sempre più paranoica e, quando le sue compagne, capitanate dalla terribile Kiersten, diventeranno infine violente e si spingeranno fino a ferirsi a vicenda, la giovane James deciderà di mettersi in mezzo, ferendosi gravemente e riuscendo a fuggire fuori dai confini dell’accampamento.

Nessuno osava muoversi né trasalire. Se siamo diventate già così, mi vengono i brividi al pensiero di come saremo tra un anno.”

Lì verrà presa in custodia da un bracconiere, Ryker, e penserà che la sua vita sia finita, solo per poi scoprire che il bracconiere deve un favore a suo padre, e che si sta prendendo cura di lei come favore personale. Fra i due nascerà un intesa naturale ed un amore dolce che li porterà a desiderare di fuggire assieme. Ma gli altri bracconieri non hanno pietà e le ragazze dell’anno di grazia sono sempre più folli, brutali e spietate. Cos’è la maledizione che le fa impazzire? E riusciranno Tierney e Riker ad avere la libertà che desiderano?

Ho trascorso qui le mie ore più felici e anche quelle più dolorose. Trovo impossibile separare le due cose e, sinceramente, non credo di volerlo fare.”

Il romanzo di Ligget è una di quelle letture particolari che lasciano un segno. Capace di toccare corde, scoperte e sensibili, fa appello ad ognuno dei lettori, rimescolandoci le emozioni dentro e lasciando un impronta sul nostro animo. Infatti, seppur romanzato, “Le Impure” racconta vicende di vita, di resistenza, di affronti e di soprusi che ogni donna deve affrontare e di atteggiamenti, così radicati e sottili, non solo nella società patriarcale in generale ma anche nelle donne in particolare, che sono così reali, così veri, che guardandoli da fuori ci feriscono, ci fanno arrabbiare e che ci fanno rendere conto dei nostri errori, inconsci, inconsapevoli ma che sono lì a giudicarci.

Ho trascorso la maggior parte della mia vita a osservare le persone e a giudicarle, inserendole in una categoria o nell’altra, perché ciò mi permetteva di non concentrarmi su me stessa, Mi chiedo cosa vedrei se mi imbattessi oggi in Tierney James.”

Un’altra scelta narrativa che ho apprezzato e l’uso estensivo dei fiori come linguaggio segreto di un popolo rimasto bloccato nel tempo, e di tutti quei gesti, nascosti in bella vista, che disseminano indizi, come mollichine di pane, lasciando al lettore la decisione di riflettere a fondo sulla vicenda e raccogliere tutte le informazioni, o correre fino alla fine per lasciarsi stupire da tutte le verità rimaste nascoste dal nostro non voler vedere.

Le labbra mi tradirebbero. Ma questo fiore gli dirà tutto quello che vuole sentire, tutto quello che ha bisogno di dire a se stesso. Potrà dare un’interpretazione a ogni petalo, a ogni sepalo, a ogni segmento del gambo, ma il significato rimarrà sempre lo stesso.”

“Le Impure” è un romanzo accattivante ed infervorante, come tutte le narrazioni che contengono verità, che parla di rassegnazione e di speranza allo stesso tempo, di stasi e di voglia di essere diversi, e della consapevolezza che i cambiamenti sono necessari ma che non tutti possono essere fatti subito. Molti vogliono tempo, lungo tempo, tanti sforzi e la capacità di comprendere quando è il momento giusto di ritirarsi per non vanificare gli sforzi fatti. “Le Impure” parla di donne, imperfette ma piene di speranza, grazia e di solidarietà nascosta. Parla di ribellione e della speranza di costruire un modo migliore, liberandosi dalle catene. Tutto però, inizia da un solo, piccolo passo.

Nell’istante in cui superiamo la soglia, sento qualcosa montare dentro di me,: è più forte della rabbia, più forte della paura, più forte di qualsiasi emozione abbiano cercato di inculcarci. È un senso di appartenenza, l’idea di condividere qualcosa di importante di ciascuna di noi presa singolarmente.”


-Articolo a cura di Luinil

venerdì 22 aprile 2022

"Il giudizio di Persefone" di Giulia Calligola

Il Giudizio di Persefone” è un fantasy epico in chiave moderna scritto da Giulia Calligola, che si pone come scopo quello di raccontare la leggenda che lega la dea della fioritura, Persefone, al dio dei morti, Ade.

Perché forse la vita è solo un filo, in un grande universo che in realtà è solo un telaio.”

A seguito del disastro delle torri gemelle del 2001, con lo scopo di evitare ulteriori guerre di religione, i pantheon di tutte le divinità esistenti decidono, in maniera pressoché unanime, di rivelarsi all’umanità. Ed è nel mondo umano che la giovane dea minore Persefone, figlia di Demetra, cresce. Alla luce del sole, mescolata con le persone che adorano i suoi simili, passando inosservata e soffrendo della sua impotenza. Se però c’è una cosa che Persefone ha chiara è che vuole essere lei a decidere del suo futuro. È per questo che ha scelto giurisprudenza all’università, invece che agraria, ed è proprio lì, seduta nella platea di una conferenza, che per la prima volta nella sua breve vita da dea minore vede il re e signore degli inferi, Ade. Distaccato e neutro riesce a incutere timore anche solo con il silenzio.

La morte non corre. La morte ha un appuntamento e lo rispetta. Non arriva in anticipo. Si può dire, quasi, che la morte non uccida: la morte prende con se le anime quando smettono di essere vitali.”

Persefone però, grazie al dono dell’empatia che i suoi Misteri le concedono, non fa fatica a mettersi nei panni di un uomo schivo, troppo solo e che fa difficoltà a entrare con gli altri. Per questo sarà lei l’unica a fargli delle domande sul Tribunale dei Tribunali alla conferenza e, per lo stesso trasporto emotivo che sente nei suoi confronti, lo inviterà a prendere un caffè dopo la conferenza. Lì la dea scoprirà un essere del tutto diverso da quello che sua madre le ha sempre dipinto nei racconti: Ade infatti, sembra sia apatico, neutro e noioso, ma nasconde in se l’anima d’oro di un gentiluomo e una vena preziosa di ironia e sarcasmo che, se saputa sfruttare, può far emergere la parte affascinante e bonaria di lui.

Avere paura assieme. Non era forse quella, l’essenza dell’amore? ”

Già da lì Persefone prova immediata attrazione nei confronti del cronide e, quando egli le propone uno stage di sei mesi nel Tribunale dei Tribunali, lei non può far altro che dir di si. Da quel momento in poi, nonostante il lavoro gravoso, fra i due sboccerà un rapporto fatto di piccoli compromessi, di attese lunghe e di ricompense piccole e preziose. Insieme si ritroveranno più legati di quanto avessero mai pensato. Persefone troverà in Ade certezza, consapevolezza e capacità di credere in se stessi mentre donerà ad Ade il suo punto di vista meno inquadrato e più umano sul mondo. Ma il re degli inferi le sta nascondendo qualcosa, qualcosa che non vuole rivelarle, qualcosa che rischierà di incrinare il loro idilliaco rapporto. Un nodo nero sul filo della vita bianco di lei le annuncia che quella non è la prima volta che si incontrano ma che il loro destino è segnato da molto, molto più tempo di quanto Persefone si aspetti. Forse, addirittura, prima della nascita di Erebo.

Tutto e niente di più e niente di meno della giusta pretesa della morte, Divina. Non deve far altro che attendere.”

Sebbene il romanzo si presenti come un retelling, genere di scrittura prediletta dagli autori in questi anni, “Il Giudizio di Persefone” eccelle dove altri falliscono: la capacità di rendere attuale e godibile una storia mitologica, lasciandone però un sapore e una delicatezza di prosa simile all’originale. Mai scontata, nemmeno nel finale, che si preannuncia già dalle prime pagine del libro, riesce a far godere al lettore del viaggio e delle piccole scoperte che si fanno seguendo l’immaginazione dell’autrice, che come un mulinello, cattura e intrappola nella costruzione di un mondo così antico e così moderno al tempo stesso.

Mi piace il fatto che tutto sia relativo. Mi piace vedere ogni questione da più prospettive. Mi piace il fatto che il giusto assoluto non esista.”

Dalla penna di Giulia Calligola e dall’evidente studio e approfondimento dei temi giuridici e mitologici attorno alla quale si sviluppa il romanzo, esce fuori una favola antica e moderna, che parla di accettazione e della capacità di crescere e smussarsi nel tempo, piegandosi al flusso degli anni e cercando di trovare un compromesso con gli altri e con se stessi, pur non perdendo di dignità e valore.

“Dio Rigore forse non era più tanto capace di rispettare gli schemi dogmatici e tassativi che aveva sempre seguito, da quando Equità era la sua regina, ma non importava.”

In questi tempi moderni in cui i protagonisti dei romanzi dimostrano di essere tali solo se dimostrano una forza e superiorità innata rispetto agli altri, “Il Giudizio di Persefone” si distingue per la pacatezza, la timidezza e il realismo dei personaggi che lo popolano, e per la loro capacità di sbocciare lentamente come fiori a primavera.

Da quel giorno, la morte profumava di fiori. La Primavera era regina Infera.”

Il Giudizio di Persefone” è un romanzo che si distingue per la sua capacita di essere vecchio eppure nuovo, confortante e sorprendente, familiare e sconosciuto e per tutti quei piccoli, ipnotici dettagli che ti catturano nel suo modo e che ti fanno venire voglia di correre fino all’ultima pagina, per assistere all’unione di due metà, inseparabili ed eternamente separate, come le realtà di cui si compone e come i suoi protagonisti, Persefone ed Ade, eternamente diversi, eternamente uniti. Sovrani di Erebo.

Una collaborazione che crea scale di grigi non mischiando bianco e nero, bensì facendoli collidere l’uno contro l’altro finché uno dei due si arrende e concede un poco di tregua. […] 
D’altronde, nemmeno la primavera e l’inverno sono graduali: a volte capita che nevichi sulle piante già in boccio. Quelli sono Ade e Persefone che discutono un’udienza. E lo sarebbero sempre stati, come voleva la ruota”



~Articolo a cura di Luinil

lunedì 18 aprile 2022

"Miss Merkel e l'omicidio nel castello" di David Safier


"Miss Merkel e l'omicidio nel castello " è un romanzo di David Safier, recentemente pubblicato dalla casa editrice SemLibri. Un giallo che ha una protagonista originalissima: l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel. 
Nel momento in cui inizia la storia Angela Merkel si è ormai ritirata dalla vita politica e e si è trasferita a Freudenstadt, un paesino della Germania per godersi la pensione e una vita tranquilla con il pacato marito Achim, la guardia del corpo Mike e il suo cane, un carlino adottato da poco, che ha chiamato Putin perché  è irascibile proprio come il politico di cui porta il nome. 
Ma Angela, dopo tanti anni trascorsi a fronteggiare le strategie di spietati uomini politici, si trova improvvisamente imprigionata in una quotidianità priva di stimoli intellettuali: possibile che ora dovrà passare le giornate a coccolare il suo cane o a preparare torte? 

"Non era mai stata il tipo da vacanze lunghe
Quanto sarebbe riuscita a resistere senza impegni, a parte far dolci, cucinare e leggere?" 

Questo, finché il barone Philippe, un nobiluomo decaduto che l'aveva invitata ad un'importante manifestazione presso l'antico castello di famiglia, viene trovato morto nelle segrete. 
Sebbene sia decisamente immorale gioire per un cadavere, Angela non può fare a meno di sentirsi contenta per quell'inattesa novità, quindi decide subito di improvvisarsi detective, servendosi delle doti deduttive e della capacità di ragionamento di cui ha dato ampliamente prova durante la sua carriera politica. 
Individuare il colpevole non è semplice: Philippe, a causa della sua indole di donnaiolo, si è inimicato un gran numero di donne, ciascuna ha le sue ottime ragioni per vederlo morto.
In un'indagine senza esclusione di colpi e in un intreccio di sospettati che appaiono tutti ugualmente colpevoli, riuscirà Angela, sempre seguita da Mike e Achim, a risolvere il mistero? 

"-Elementare- disse Angela. Non avrebbe mai immaginato di esprimersi come Sherlock Holmes e tantomeno di esserne compiaciuta. -È un indizio per identificare l'assassino.- 

Quello di Salfier è un romanzo sorprendente, il cui principale punto di forza risiede nei personaggi, talmente ben costruiti ed autonomi che potrebbero diventare protagonisti di un'intera serie di romanzi ad essi dedicata. 

Mike è una guardia del corpo fidata e leale. Un uomo dal fisico possente tanto quanto è tenero il suo cuore. Legato ai coniugi Angela e Achim non solo da un rapporto di lavoro ma soprattutto da solida amicizia, si lascia spesso tentare dai dolci della signora Angela, anche se mettono in crisi il suo rigido regime alimentare. 

Achim, è un consorte dolce e gentile. Sempre sincero, a volte fin troppo, una persona semplice, amante della tranquillità e reticente a lasciarsi coinvolgere in guai e disastri. Innamoratissimo di sua moglie, che ama come il primo giorno, ne accetta la superiorità intellettuale, dote che lo fa sentire fortunato di stare al suo fianco.
Quando qualcuno le fa delle avances, mostra persino una sana e tenera gelosia. 

Angela, vera protagonista, è una donna piena di risorse e di brio, la cui esuberante vitalità è incontenibile e viva come la sua intelligenza. Si aspetta che la vita normale sia più semplice della politica, ma resterà sorpresa dalla realtà. 

"In politica Angela partiva sempre dal presupposto che il suo interlocutore non fosse una brava persona e a dire il vero raramente i fatti la contraddicevano. Ma nella vita normale - anche se giocava a fare la detective- questo atteggiamento, oltre che inappropriato, aveva un effetto deformante sulla realtà." 

Tramite l'uso del discorso indiretto libero, la narrazione risulta arricchita dai pensieri dei personaggi. La maggior parte è frutto delle osservazioni di Angela, che medita giudizi sarcastici e taglienti che per diplomazia -quell'arte sottile appresa durante la lunga carriera politica- sceglie spesso di tenere per sé. 

Approfittando del racconto, inoltre, l'autore si prende anche piccole libertà per lanciare qualche amara frecciatina alla politica tedesca, che a suo dire non ha sempre saputo essere al passo con le idee di Angela Merkel e apprezzarla come meritava. 

David Safier ha costruito un romanzo appassionante e divertente, proponendo una protagonista frizzante, versione inedita di un personaggio noto per la sua rigidità e inflessibilità che nella sua storia si contraddistingue per determinazione, simpatia e autoironia, decisa a dimostrare di poter essere utile e dinamica in pensione così come quando era una cancelliera: la adorerete senz'altro. 

"Non era più di tanto spaventata, ma neppure provava un senso di euforia. Era sorpresa, come può sorprendersi una fisica di fronte al risultato inatteso di un esperimento. E il risultato in questo caso era il seguente: il pensionamento l'aveva cambiata."

mercoledì 6 aprile 2022

"Dark Students" di Elettra Doner


Dark Students” è un romanzo fantasy romantico, scritto da Elettra Doner e pubblicato dalla casa editrice Cherry Publishing. Anche se la copertina un pò ambigua potrebbe trarre in inganno il lettore, facendo pensare che sia un romance per adulti, il libro è molto dolce, e si propone come uno YA perfetto soprattutto per i lettori più giovani e per chi ama le storie soft.

Era come una cascata nel mezzo della foresta, splendida e in parte selvaggia, uno spettacolo che si poteva solo ammirare, senza poter pensare di tenerla per sé.”

Cassandra ha un piano nella vita. Una strategia. E per seguire la sua strategia non guarda in faccia a nessuno, proprio come aveva fatto sua madre, per dare a lei e alla sorellina Priscilla una vita agiata nella quale sarebbero state sempre assieme. Questo però succedeva prima che il cancro se la portasse via, lasciando le due giovani sole a combattere con l’incubo di essere delle orfane, con un padre la cui unica funzione era quella di mandare loro i soldi che servivano per sopravvivere nel lussuoso istituto della Sunrise School. 

Il mondo la fuori è pieno di omaccioni che si sentono impauriti da una donna competente e determinata. Tanti cercheranno una vittoria facile tentando di intimidirti, di spaventarti. A questi grandissimi scarti fecali non devi dare tregua. Sono patetici, meschini. Sono mostri. Schiacciali, perché non meritano altro.”

Ma Cassandra aveva un piano e sarebbe riuscita nei suoi intenti. Per questo era riuscita a farsi eleggere rappresentante della scuola e, per potere ottenere i crediti necessari per andare ad un buon college, sarebbe stata disposta a tutto. Peccato che non aveva fatto i conti con la Night School, una particolare ramificazione della Sunrise, di cui si diceva facessero parte giovani meno abbienti senza un posto dove stare.
La rappresentante era decisa ad andare a conoscere il suo corrispettivo nel plesso della Night School, incutergli timore e riuscire nell’intento di tenere tutto il budget per se, al fine di organizzare eventi meravigliosi e degni della sua carica. Non aveva però fatto i conti con Rahab, rappresentante della Night School, e tutte le altre creature sovrannaturali che studiavano nel posto. La scuola, infatti, ospitava tutti quei diversamente vivi(o mostri, come li definiva Cassandra) che desiderassero inserirsi nella società.

Siete troppo abituati a dare per scontata la luce, per comprendere.”

Ma Cassandra non si sarebbe fatta rubare il budget da quegli abomini, men che meno da Rahab che con i suoi occhi viola e i suoi poteri sovrannaturali sembrava volesse imporle la sua volontà a forza. Cassandra aveva una strategia, come sempre. E l’avrebbe seguita fino in fondo, costi quel che costi. Anche se la posta in gioco sarebbero stati i suoi stessi sentimenti.

Era un’eccellente tattica. Prevedeva impegno, cura e costanza, tre cose sulle quali la studentessa non lesinava mai.

Il libro, accattivante per la sua semplicità, cattura il lettore per l’apparente leggerezza della sua trattazione, ma che, ad un occhio attento, si rivela come uno scrigno pieno di esperienze umane e sentimenti. Infatti, sotto una storia apparentemente lineare, si cela la capacità della scrittrice di trattare temi estremamente gravosi ed impegnativi, come il rapporto problematico con i genitori e la necessita di crescere più in fretta di quanto si dovrebbe, entrambe cose che privano la persona della capacità di essere se stessa e che, la maggior parte delle volte, la costringono su un tracciato predeterminato più dalla logica che dalla propria volontà.

Come ci spiega il nostro amico Kant, la felicità non è niente, con le scelte.”

Grazie alla presenza di creature dall’apparenza mostruose, al limite fra la leggenda metropolitana e il mito, Elettra Doner riesce a descrivere anche, con straordinario tatto, il tema della diversità di aspetto, oltre che di pensiero e del fatto che, l’accettazione del prossimo è possibile se solo ci si da il tempo e la voglia di comprendere l’altro e di ascoltare. Anche quando la diversità la si sviluppa crescendo, anche quando, qualcuno di familiare, sembra all’improvviso diventarci sconosciuto.

Era quella la contraddizione della Night School. Esseri oscuri che tentavano di vivere alla luce del sole. Non avevano speranze, ne era convinta. Anche se, ogni tanto, un po’ le veniva da credere in quel progetto. Quando li vedeva provare tanto affetto per una bambina. O quando si impegnavano per vincere gare sportive […]. Forse non sarebbero stati gli ospiti ideali di un golf club, certo, ma magari nel modo avanzava uno spicchio di spazio anche per quelli come loro.”

Dark Students” è un romanzo moderno, facile da leggere e da apprezzare ma che, ad un’attenta occhiata, si apre a temi profondi e toccanti e affronta il periodo doloroso del cambiamento, della crescita e della riscoperta di se stessi. Anche se questo sembra come nuotare nell’oceano di notte, senza nessuna meta, solo pieni di dubbi e delle infinite e stupende possibilità della vita.



~Articolo a cura di Luinil

lunedì 4 aprile 2022

"L'odissea di Fenyx 2": la conclusione dell'avventura di Fenyx


"L'odissea di Fenyx 2" è il secondo volume di un fumetto dedicato alla protagonista del videogioco "Immortals Fenyx Rising", pubblicato dalla casa editrice Starcomics. 
Trovate la recensione del primo volume cliccando qui. 

Fenyx, semidea dal carattere irascibile, viene incaricata da suo padre, Zeus, di scendere negli inferi per chiedere ad Ade, il sovrano del regno dei morti, di riportare in vita un Pelope, ucciso da Tantalo, il suo stesso padre, il quale ne ha servito la carne agli dei durante un banchetto, solo per far loro un torto. 
Zeus ha deciso che Pelope non deve pagare gli errori del padre, per questo merita di essere salvato. Tuttavia non sarà facile raggiungere  Ade e convincerlo a lasciar andare un'anima che gli appartiene di diritto.(dal momento che gli dei sono notoriamente capricciosi e presuntuosi.) 
Fenyx, caparbia e determinata, non si lascia intimidire da nessuna difficoltà e procede spedita nella sua missione. Eppure, il suo coraggio e la sua intelligenza non basteranno: sarà necessaria anche un pò di fortuna, l'aiuto di quel fato capace di decidere il destino di uomini e dei. 
Come si concluderà la storia? 


Anche in questo secondo volume è presente uno spettacolare virtuosismo grafico. Scenari e personaggi sono curati sin nei più minuti dettagli, le espressioni risultano verosimili ed intense. Prevalgono i toni scuri, accordandosi perfettamente con l'atmosfera più cupa degli ambienti visitati dalla protagonista, man mano che si addentra nelle profondità degli inferi. 

Fenyx è una ragazza forte e potente, sfrontata e intelligente, ma la sua parte divina non va mai ad eclissare la sua umanità e la sua tenerezza di donna, che la induce a provare empatia anche per i più empi individui, e le impedisce di fare del male se non è strettamente necessario. 

Per gli appassionati di mitologia greca, questa storia si rivela un prezioso gioiello: i personaggi dei miti più affascinanti prendono vita, muovendosi in un universo narrativo interessante e avventuroso. 

In appendice si trova una ricca sezione di approfondimento, che offre alcuni ragguagli sulla genesi del design dei personaggi e sulla loro evoluzione nel corso del progetto. Per alcuni, già apparsi nel videogioco "Immortal Fenx Rising", gli autori si sono attenuti al character design prestabilito. Altri invece, come il dio Apollo, sono stati inseriti solo nell'opera a fumetti e quindi i disegnatori hanno avuto ampie libertà nella loro raffigurazione. Nonostate ciò hanno dato vita a ciascun personaggio rispettando lo stile pulito e definito del videogioco senza mai snaturare la tradizione mitologica. 

L'Odissea di Fenyx - titolo che allude all'opera di Omero - è un sequel eccellente che conclude egregiamente la storia iniziata con il primo volume, e farà sicuramente sperare ai fan che vengano pubblicate nuove avventure di Fenyx.

mercoledì 30 marzo 2022

"Le pene d'amore di Edward Gardner" di Nicole Clarkston


La casa editrice Vintage editore è una giovanissima realtà editoriale che ha già pubblicato vari titoli, soprattutto romance storici, che si caratterizzano per l'eleganza e la raffinatezza delle edizioni.

Alcuni dei loro libri prendono ispirazione dai grandi classici di epoca ottocentesca, tra cui spiccano i libri di Jane Austen i quali hanno costituito, sin dalla loro pubblicazione, fonte di ispirazione per molti artisti, che vi hanno preso spunto per varie opere.  Tributi ad una scrittrice senza tempo che ha fatto sognare e sorridere generazioni di lettori. 

Nicole Clarckston, da sempre grande appassionata di Jane Austen e in particolar modo innamoratissima dei personaggi del mondo letterario creato dall'autrice per il suo romanzo più famoso, "Orgoglio e pregiudizio", ha deciso di scrivere un libro immaginando la storia dei coniugi Gardner, che la Austen non racconta: da dove nasce la loro intesa perfetta? Quando è nata il  loro  amore? Come si sono conosciuti? C'è stata un'immediata simpatia, fra i due? 

L'immaginazione ha trascinato l'autrice in territori inesplorati: con l'uso di personaggi già costruiti ed efficaci ha dato vita ad una storia romantica e coinvolgente, che si inserisce perfettamente, per prosa forbita e i temi trattati, nello stile della Austen, sembrando quasi un'opera autentica, scritta di suo pugno, mantenendo comunque l'originalità della voce della Clarckson. 

Il romanzo inizia introducendo un giovane Edward Gardner, che si vede rifiutato dalla ragazza a cui ha chiesto la mano, perché non sufficientemente facoltoso per la sua famiglia. 
La cocente delusione e il desiderio di ritirarsi in sé stesso lo inducono ad accettare l'invito del cognato Thomas Bennet il quale gli chiede di accompagnarlo con le figlie in un viaggio di lavoro. Il viaggio diventa occasione per Gardner non solo per distrarsi ma si trasforma anche nell'opportunità di incontrare Madeline, una ragazza graziosa, gentile, ma piuttosto fuori dal comune, grintosa e determinata. 
Garner ne è subito affascinato, e ben presto si scopre a provare per lei un tenero affetto. Ma la bella Madeline ricambierà il suo sentimento? 

Raccontando gli avvenimenti soprattutto dalla prospettiva del signor Gardner, l'autrice ha narrato una commedia umana in cui ha fatto recitare i personaggi già noti ed amati della Austen, che risulteranno familiari ai lettori, approfondendo la psicologia di alcuni che erano semplici comprimari nella storia originale. 
Come non trovare adorabile la presenza delle sorelle Bennet, ancora bambine, ciascuna delle quali già brilla per la sua personalità. 

La conoscenza fra Edward e Madeline avviene lentamente: i due si conoscono e si scoprono, avendo modo di apprezzare l'uno i pregi dell'altra. Madeline apprezza la gentilezza e la pazienza di Edward, la sua dolcezza con le figlie del cognato; ed Edward apprezza l'intraprendenza lavorativa di Madeline, giovane donna autonoma e indipendente. 

Con "Le pene d'amore di Edward Gardner" Nicole Clarkston ha scritto un romanzo romantico e delicatissimo, capace di emozionare descrivendo emozioni autentiche e personaggi che si svelano poco a poco ai lettori, un libro che consiglio a chi ha amato la Austen ma soprattutto a chi apprezza i libri ambientati in un'epoca lontana, che narrano un mondo di sentimenti veri e semplici ormai oggi perduti, ma che sarebbe bello valorizzare ancora, nella nostra consumistica e spesso vuota realtà contemporanea.

lunedì 28 marzo 2022

"Un'alleanza pericolosa" di Jennieke Cohen


"Un'Alleanza Pericolosa" è un libro romantico ambientato in età  pregiorgiana, scritto da Jennieke Cohen ed edito dalla Oscar Mondadori. 

"Il fatto che eventi fuori dal comune si verifichino nei romanzi non significa che non possano accadere veramnete. E il fatto che  la maggior parte della nostra vita trascorra fra avvenimenti banali non impedisce che, a volte, all'improvviso, ci capiti qualcosa di inaspettato

La vita di Lady Victoria Aston è quasi perfetta: figlia di un Lord, con una sorella maggiore moglie di un uomo facoltoso e le infinite possibilità  di una vita libera dagli obblighi  della società, passata a gestire le terre della tenuta di famiglia, Oakbridge, e a leggere gli amati romanzi di Miss Austen. Certo, i ricordi dell'amicizia spezzata con il suo vicino di casa recentemente ritornato dall'Europa, Tom Sherbone, ormai Lord Halworth, le danno pensiero, ma tutto sommato lei se n'è fatta una ragione e va bene così. 

Tutto però  precipiterà nel momento  in cui, lo stesso giorno in cui Vicky verrà aggredita da un misterioso bandito a cavallo, e salvata proprio da Tom, sua sorella Anthea farà ritorno a casa con la risoluzione di non tornare mai più  dal marito, che sotto la facciata da nobiluomo, la maltratta e ne abusa. Da quel momento  in poi tutte le responsabilità ricadranno sulle spalle della sorella più  giovane: se non riuscirà  a trovare marito presto, la tenuta rischierà  di cadere in mano all'orribile marito di Anthea. 

"La capacità di pianificare è ciò che distingue una persona evoluta." 

Ma, anche se la stagione in alta società è appena iniziata, Victoria fa fatica ad trovare un qualsiasi uomo con una reputazione degna del titolo di Lord e che la tratti con rispetto. L'unico che spicca per la sua ironia e per le attenzioni che riserva alla giovane è il signor Carmicheael, non un nobiluomo di titolo, ma un magnate del commercio con una portentosa fortuna sulle spalle, nonostante la giovane età. 

A Tom, però, che si è da poco riconquistato la fiducia di Victoria, l'uomo non piace, anche per i rapporti sospetti che tiene con Lord Drain, il marito di Anthea e teme che sia lui il mandante di tutti gli strani e pericolosi incidenti che hanno improvvisamente riempito la vita della più giovane delle sorelle Aston. Presto, seppur confusa dai suoi stessi sentimenti, Victoria sarà costretta a diventare adulta e a prendere una decisione per il bene della sua famiglia. Sarà in grado di scegliee un marito che, non solo manterrà al sicuro la sua famiglia, ma saprà regalarle il finale da libro romantico che tanto sogna? 

"Una cosa non può essere bella semplicemente per amore della bellezza?" 

Il romanzo della Cohen è una storia romantica per eccellenza, condita da un pizzico di mistero, che la rende più interessante ed avvincente. Oltre ad esserci, alla base della narrazione, una sapiente ricerca dei fatti storici, ampiamente esplorata nelle note a fine libro e solo leggermente alterata ai fini narrativi, l'autrice dimostra una profonda conoscenza e amore verso tutta la letteratura a cui fa rifermiento durante la narrazione, dal più conosciuto romanzo della tanto amata da Victoria, Jane Austen, fino alle opere più di nicchia, provenienti dalla penna di autori a lei contmporaei. 

Prova di maestria nella scrittura è il fatto che, seppur mancassero al bagaglio culturale di chi legge, le letture citate, la storia finisce per risultare ugualmente piacevole e godibile, anche grazie alla spiegazione data attraverso la bocca di Lady Victoria. 

"E non ti scambierei con una dozzina di perfetti gentiluomini. La tua realtà è meglio di qualunque fantasia." 

"Un'Allenaza Pericolosa" è un romanzo allegro e piacevole, adetto a chi ama le storie a lieto fine e la narrativa neoclassica, il tutto condito da un pizzico di intrighi, misteri e fraintendimenti. Una lettura adatta a rilassarsi la sera, oppure in un pomeriggio primaverile, come quelli a cui andiamo incontro, magari immersi nella natura per aumentare la sensazione di immersione fra le sue pagine.

Un libro dal sapore di favola che lascia un sorriso sulla bocca e il cuore leggero. 

"Avrebbe sempre amato le storie di Miss Austen, ma dopo tutto ciò che era avvenuto non credeva che ssi potesse riassumere la vita secondo la prospettiva di un unico autore. Perché esiterebbero tanti libri se non per proporre diverse verità riguardo alla vita e alle sue complessità?"



~Articolo a cura di Luinil

sabato 19 marzo 2022

"Un traditore per la regina" di Livy Former


Un Traditore per la Regina” è un romanzo di narrativa dallo stampo storico, scritto da Livy Former e pubblicato dalla casa editrice Il Ciliegio.

Sua madre le aveva insegnato che si poteva andare orgogliosi soltanto di quel che di buono si aveva nell’anima, dei buoni propositi e delle azioni corrette.”

La storia viene narrata da Rosalie, una giovane donna al servizio della regina Maria Antonietta e sua cara quanto improbabile amica. La donna ripercorre, nel lungo e terrorizzante viaggio che porterà lei, suo marito e la figlia più grande della regina, Maria Teresa, fuori dalla Francia, la vita della sua cara amica, morta solo una manciata di ore prima.

Rosalie e Maria Antonietta si conoscono da molto giovani, quasi coetanee, grazie ad un languore che porta la giovane futura delfina di Francia a far visita alle cucine dove Rosalie passa i giorni per poter guadagnare a sufficienza da sfamare lei e sua madre. Le due si trovano immediatamente simpatiche anche grazie al carattere sbarazzino e vivace della giovane Asburgo-Lorena, che assume Rosalie al suo servizio e la porta con se, lontana dalla madre, verso la Francia e Versailles.

Ma il mio sogno era quello di essere innanzitutto una donna amata e accettata come lo ero a casa, di vivere una vita colma di calore e affetti volta al bene della mia famiglia e del popolo che mi aveva accolta

Lì incontrerà e sposerà suo marito, Luigi Capeto, delfino di Francia. Ma il loro non sarà un matrimonio felice come la giovane confiderà più volte a Rosalie, che diventa suo appoggio e conforto nelle vaste sale del palazzo regale. Il matrimonio, infatti, è stato imposto a Luigi, che della sua consorte non vuole sapere nulla e con cui, a causa di una malformazione, non può nemmeno consumare le nozze.
Da quel momento, per la poco più che quattordicenne Maria Antonietta, inizierà una vita fatta di costrizioni e riempita di pettegolezzi avvelenati e di persone fasulle che tenteranno di ingraziarsi la sua amicizia al fine di ricavarne denaro e protezione. La giovane, alla ricerca dell’affetto da cui si sentiva circondata in Austria, tenderà a fare affidamento nelle persone che, nel futuro, la tradiranno, rendendo la sua vita un incubo, illuminato da pochi eventi felici e dall’appoggio di poche persone fidate.

“«Lunga vita alla delfina!» gridava quella gente che poi sarebbe stata felice di ghigliottinarla gettandole addosso tutte le iniquità del mondo.

Solo anni dopo, quando sarà troppo tardi per il futuro della Francia e la rivoluzione sarà ormai alle porte, suo marito, Luigi XVI, si deciderà a fidarsi di Maria Antonietta e della sua capacità di farsi amica il popolo con il suo fascino e le sue buone maniere. A quel punto però, gli animi dei Francesi saranno troppo inaspriti dagli stenti e la giovane regina troppo impigliata nella rete di complotti, intrighi e veleni in cui Versaille l’ha cresciuta, per poter cambiare veramente qualcosa. La regina, allora, manderà via Rosalie e suo marito André, conosciuto anche lui fra le sale del grande palazzo reale Francese, via dalla corte, dopo avergli affidato delle pietre preziose. Loro avranno il compito di fare da messaggeri per lei e, se le cose si dovessero complicare, avranno il compito, come poi faranno, di trarre in salvo i suoi figli dalla violenza dei Parigini.

Sono terrorizzata, André. Per le vite dei sovrani, ma anche per tutte quelle che si sprecheranno per nulla.”

Quando i rivoluzionari li faranno prigionieri, la famiglia reale tenterà fino all’ultimo di salvarsi, ma alcuni avvenimenti misteriosi li metteranno talmente tanto in cattiva luce da condannarli a morte. Nell’ultimo saluto alla sua amica e regina, Rosalie scopre che, nonostante l’enorme sofferenza, la Maria Antonietta va a morire fiera come è sempre stata, consapevole dei suoi errori e dell’identità della persona che per tutto questo tempo ha tramato conto di lei.

Era rimasta basita, ma anche fiera di quella donna annientata che non era scesa a compromessi sulla verità quando le si era presentata, l’aveva guardata in faccia senza cercare di nasconderla a se stessa e aveva attuato un piano per far sapere al nemico che non l’aveva gabbata fino alla fine”

Il libro si presenta come una sapiente e originale narrazione romanzata della biografia di Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena che mette in luce il lato oscuro della corte nobiliare Francese all’epoca della Rivoluzione, prendendo in considerazione il rovescio della medaglia, ovvero come si debbano essere sentiti due sovrani, poco più che ragazzi, a governare un paese e a cercare di rimetterlo in piedi mentre una corte intera tramava contro di loro, rendendo nulli tutti i loro sforzi.
La narrazione mette in luce l’ingenuità dei due giovani sovrani, descritti come troppo buoni e ingenui per una corte di vipere come quelle di Versailles, che hanno commesso l’errore di fidarsi troppo di chi avrebbe dovuto portarli sulla strada corretta. 
Un romanzo piacevole che si legge da solo, con la capacità di passare, come un film ben montato, da una scena all’altra, anche molto distanti fra di loro temporalmente, con una fluidità disarmante e che cattura, fra bellezza e orrore, amore e odio, la mente del lettore. 

Un Traditore per la Regina” è un libro basato su fatti storici reali, con lo scopo di fornire una visione differente su una vicenda che ci viene raccontata sempre dal lato dei vincitori e mai dei vinti, e che fa capire quanto poco di leggendario o regale ci sia nelle persone che hanno fatto la storia e quanto invece siano umane, comprensibili,fatte di carne, sangue, ossa e sentimenti come noi.


~Articolo a cura di Luinil 

giovedì 10 marzo 2022

"Socrate": un fumetto Beccogiallo

"Socrate" è un volume a fumetti pubblicato dalla casa editrice Beccogiallo, sceneggiato e disegnato da Francesco Barilli e Alessandro Ranghiasci. 
I disegni, in uno stile elegante e tradizionale, mostrano personaggi verosimili che si muovono in scenari dettagliati ma sbiaditi come se appartenessero a foto antiche, e contribuiscono a restituire la sensazione di camminare per le strade di un mondo perduto ma traboccante di vita, nel quale hanno camminato i nostri antenati. 

L'opera, come lascia intuire il titolo, si concentra sulla narrazione della vita di Socrate, filosofo ateniese considerato il precursore della filosofia occidentale, che introdusse il metodo dell'indagine tramite il dialogo in comune: una discussione attiva che, con il contributo dei vari interlocutori, tramite confutazioni e confronti, permette di giungere alla verità. Egli induceva i suoi ascoltatori ad interrogarsi riguardo ogni tipo di questione, invitandoli a non accontentarsi delle trite spiegazioni altrui ma a cercare ogni verità nascosta, spingendoli a farsi un'opinione propria su tutto e a osservare ogni situazione da molteplici punti di vista, per maturare la capacità autocritica e il pensiero autonomo. 
Proprio la sua aspirazione di formare cittadini liberi nei loro giudizi e perciò non condizionabili gli causò l'ingiusta condanna a morte, che tuttavia Socrate accettò con stoica serenità, senza cercare di fuggire. Ma chi lo accusò non poteva immaginare che la scomparsa ne avrebbe soltanto alimentato i meriti, rendendo il suo ricordo incancellabile tra tutti coloro che lo conobbero in vita, i quali si sentirono in dovere di trasmetterne gli insegnamenti ai posteri, e così lo resero immortale, leggendario nel suo eroico coraggio di immolarsi pur di non rinnegare le proprie idee, alle quali rimase fedele sino all'ultimo istante della sua vita. Infatti anche se non ha lasciato neppure una parola scritta, lo conosciamo grazie ai suoi studenti che ne hanno raccontato le teorie e il pensiero nelle loro opere, cercando di restituire ai posteri una scintilla fulgida dell'affascinante intelletto di Socrate.


L'albo è magistralmente costruito attraverso stili di disegno differenti -pagine in bianco e nero, tavole color seppia e vignette che raccontano famosi miti greci con illustrazioni che richiamano lo stile antico - ripercorre gli ultimi giorni della vita di Socrate concentrandosi sul processo ma, tramite salti temporali, vengono narrati anche alcuni dei suoi dialoghi più famosi, quelli che Platone non ha mancato di scrivere e lasciare ai posteri. 


In una perfetta commistione di virtuosismo stilistico ed equilibrio narrativo, gli autori hanno raccontato in un volume prezioso e raffinato la storia del padre della filosofia occidentale. Un uomo fuori dal comune, che ancora oggi non smette di affascinare e sorprendere, perché, anche se fu condannato a morte nel lontano 399 a.C. accusato di corrompere la mente dei giovani e di non riconoscere le divinità della Città, si oppose alla società del suo tempo predicando la libertà di pensiero. Libertà che ancora oggi nel nostro mondo contemporaneo globalizzato e in teoria moderno, aperto, tollerante - è ostracizzata, intrappolata in una civiltà che tende disperatamente all'appiattimento dei singoli e delle varie opinioni, offuscandole quando non coincidono con l'idea della massa dominante. 

"Acconsenti? Sei sano di mente. Obietti? Sei pazzo, e sicuramente si farà bene ad incatenarti subito" scriveva Emily Dickinson, nell'800, riprendendo le parole di Socrate, e scrivendo in poesia l'amara lezione che il filosofo greco ha imparato con la vita. E quest'amara lezione non risulta forse attualissima?


venerdì 4 marzo 2022

"Bambini nel bosco" di Beatrice Masini

"L’ora peggiore è quando il buio ti sembra più buio e i pensieri ti strisciano addosso, stringendoti dita appiccicose attorno alla gola."


"Bambini nel bosco" è un romanzo di Beatrice Masini, pubblicato dalla casa editrice Fanucci, per la prima volta nel 2010 e recentemente riproposto con l'introduzione di Loredana Lipperini, che fornisce una chiave di lettura per approcciarsi a quest'opera particolarissima ed originale.

In un futuro non precisato -che potrebbe essere definito come una realtà distopica- molti bambini vivono su un'isola, lontani da tutto e tutti.
Gli adulti vi si recano solo per consegnare loro cibo e droghe, che li costringono ad uno stato di costante intorpidimento. Alcuni a volte hanno frammenti di ricordi di una vita precedente, che chiamano "cocci", ma  sono troppo intontiti per ricordare.
I bambini si dividono in gruppi, spesso con un capo che sottomette i compagni, replicando un microcosmo primitivo dove prevale la legge del più forte.
Ma un giorno la quotidianità di un gruppo cambia quando uno di loro trova un libro di fiabe: sfogliandolo, ricorda improvvisamente di saperlo leggere. E scopre la bellezza di una storia, l'evasione mentale offerta da una bella prosa. Il libro diventa, per lui e per il gruppo di cui fa parte, uno strumento per rammentare un passato perduto e  sognare un futuro differente. E se possono sognare di evadere con un libro, possono provare a fuggire davvero. Ci riuscuranno?

"Qui non c’è posto per noi. Da qualche altra parte forse un posto lo troveremo.»
Tom annuì. Nessuno osò replicare. «Saremo i Bambini nel bosco» disse. «Come nelle storie. I Bambini nel bosco. Stiamo per diventare una storia. La nostra.»"

Si tratta di una storia dalla profonda potenza evocativa, che vuole evidenziare il valore forte delle storie e il potere salvifico dei libri. Leggere  è diverso da qualsiasi altro tipo di conoscenza, perché la lettura fa sempre sbocciare nella mente brillanti idee, capaci di far evolvere il pensiero. I libri non donano a chi li legge solo competenze bensì strumenti, da utilizzare per esprimere i propri pensieri e la propria interiorità. Come una tecnica artistica non viene studiata per il fine di realizzare una semplice copia bensì per dipingere un'opera propria, così una bella frase, un bel testo, una figura retorica ardita ispira i lettori a creare un testo con una voce originale e unica.

«Perché non la facciamo noi, una storia col fuoco?»
«Ma noi non siamo un libro» rise Dudu. «Siamo bambini.»
«E allora? Possiamo fare una storia di bambini, e di fuoco. Insieme. Mescolati. Come nella zuppa di Orsacchiotto. C’è di tutto, no?»

Per i bambini perduti, la lettura diventa fonte di conforto e forza: nelle storie essi trovano coraggio e possibilità, la capacità di riscrivere daccapo un'avventura diversa, di prendere in mano la penna e dare vita ad un racconto del tutto diverso per le loro vite.

Il romanzo alterna la narrazione concentrandosi sulle avventure dei protagonisti e sugli operatori che ne seguono le vicissitudini osservandoli attraverso lo schermo, senza intervenire ma esprimendo considerazioni filosofiche, atteggiandosi a divinità indifferenti e distaccate, che perversamente li  osservano struggersi e distruggersi.

"Bambini nel bosco" è un romanzo dolceamaro complesso e affascinante, metaforico e profondamente filosofico, con un'ipotassi ricca e forbita e una  narrazione lenta, che sebbene abbia come protagonisti dei bambini, è più consigliabile ad un pubblico di lettori adulti, capaci di apprezzarne le sottigliezze e le profondità.  

venerdì 25 febbraio 2022

"La luce del caduto" di Antonio Cinti


La Luce del Caduto” è un romanzo scritto da Antonio Cinti ed edito dalla casa editrice Linee Infinite Edizioni.

Non sempre ciò che è buono è giusto, così come il giusto può non essere sempre buono.”

La trama narra delle vicende che coinvolgono un misterioso uomo sulla trentina dai poteri al limite del paranormale, che usa la sua capacità di vedere passato, presente e futuro degli altri per il bene della comunità. Questo potere che, assieme alla sua forza, lo rende invincibile però, ha un prezzo salatissimo da pagare. Il ragazzo infatti, periodicamente, scorda tutto quello che ha vissuto, esclusa una manciata di cose: ha perso Lei, la persona più importante della sua vita e le ha fatto una promessa. Questo, unito ai consigli di poche persone come Griffi, il barista che lavora sotto casa sua e Clarkson, un detective della polizia suo amico, lo aiuta a ricordare per cosa sta combattendo realmente e a mantenere la sua bussola morale nella direzione giusta. 

Ogni cosa necessaria richiede un prezzo, anche se, a volte, troppo pesante da pagare

In seguito a circostanze misteriose, il nostro protagonista salverà una ragazza senza memoria dai suoi misteriosi aguzzini, consapevole che lei è la chiave dei suoi ricordi e l’unica che, forse, potrà liberarlo da questi poteri che lo maledicono costantemente. Man mano che però la ragazza recupererà i suoi ricordi, la situazione si dimostrerà più complessa di quanto avrebbero potuto immaginare. Per arrivare alla verità, infatti, quest’uomo dai poteri misteriosi, dovrà scavare a fondo nella malavita della città, scoprendo la reale minaccia che vi si cela dietro, la quale va ben al di là del banale traffico di droga che aveva sospettato all’inizio. Fra poteri paranormali, azioni eroiche e personaggi misteriosi, l’uomo scoprirà di non essere il solo della sua “specie” e che il segreto della sua origine e dei suoi poteri si cela dietro i ricordi di persone più vicine a lui di quanto potesse immaginare.

Se sono arrivato qui, conoscendo persone come voi e scoprendo cosa conta veramente, significa che doveva andare così e, ora, sono convinto che se potessi tornare indietro, non cambierei una virgola.”

La Luce del Caduto” è un romanzo di per sé particolare da inquadrare. Le sue atmosfere ricordano quasi un film noire americano, i poteri dei personaggi lo fanno ricadere nel fantasy, ma è anche forte la parte riflessiva ed investigativa che lo rendono, in certi punti, un viaggio introspettivo all’interno di personaggi complessi e dalle mille sfaccettature. Insomma, un libro dai toni particolari, qua e la disturbato da qualche errore di revisione di bozze, che, come il suo protagonista, non si accontenta di avere una sola identità ma cerca di abbracciarle tutte, in modo tale da essere unico, irripetibile e per questo difficile da dimenticare.

Sebbene la lettura non sia affatto semplice ad un lettore novizio, per via dell’intreccio narrativo complesso che si sviluppa tra le storie di vari personaggi disseminati fra le pagine del libro, un po’ come i fili della trama si destreggiano fra quelli dell’ordito in un tessuto, “La Luce del Caduto” riesce a trasmettere efficacemente il suo messaggio, permettendo ai suoi personaggi di arrivare, attraverso strade diverse, in maniera più o meno lunga, alla stessa conclusione: il fulcro di ciò per cui lottiamo non è altro che l’amore che proviamo per il prossimo.

Altro plauso da fare al romanzo e al suo autore è la straordinaria capacità di essere sempre coerente con se stesso, riuscendo a mantenere sempre unica e intatta la storia dei numerosissimi personaggi secondari che riescono ad avere una storia ed un carattere proprio, appartenente solo a loro e che permette al lettore di distinguere abbastanza chiaramente, anche al culmine degli eventi, quando tutto diventa caotico, un personaggio dall’altro.

Questo libro, non solo per i frequenti riferimenti agli angeli che vengono fatti nel corso della narrazione, ma anche per come la storia viene posta, sembra ispirarsi in parte a quello che, già a suo tempo, in maniera coraggiosa C.S. Lewis ha fatto con le sue “Cronache di Narnia”: un retelling, in chiave moderna, della storia di Gesù Cristo, fatto di metafore e paralleli che diventano chiari solo nel momento in cui, approcciandosi alla fine del libro, tutti i tasselli vanno al loro posto. Il protagonista infatti, non è alto che un uomo che combatte per la redenzione altrui, facendo tutto senza chiedere nulla, nato da una donna senza che essa “conoscesse uomo”, temuto e amato allo stesso tempo da tutti e che lascia, come sua volontà agli altri, quella di amarsi e donarsi amore così come lui ha fatto con loro.

Sei un angelo che desiderava salvare l’umanità, per questo si è sporto troppo dalle nuvole ed è caduto sulla terra.”

“La Luce del Caduto” è un romanzo complesso fatto per chi desidera una lettura che non si pone limiti di identità e che vuole immergersi in una storia che parla di amore per gli altri e di riscoperta di sé. Una narrazione fatta per gli amanti delle storie delle vicende umane e per chi, dentro di se, sente di aver bisogno di un “superuomo” che gli indichi la via giusta, quella che passa per l’accettazione dei lati più oscuri del proprio io, per il perdono e per l’accettazione del prossimo, senza se e senza ma.

Rimarrà solo il miracolo di un giovane che non può fare altro che amare il prossimo e una porta aperta sul destino che lui deciderà di portare a compimento.”


~Articolo a cura di Luinil

martedì 22 febbraio 2022

"7 Crimini: La violenza"


Con "La violenza" prosegue 7 Crimini, il progetto a fumetti iniziato con "La truffa", edito da Tunué, che indaga, attraverso approfondimenti in prosa e racconti a vignette, la psiche delle menti criminali, analizzando di volta in volta un diverso reato. 
L' albo è stato illustrato da Mario De Luca, che con tavole raffinatissime ha dato tridimensionalità ai vari personaggi, e con chiaroscuri particolarmente marcati, ha saputo permeare il racconto di un'atmosfera ambigua, che si addice perfettamente alla serie.
La storia introduttiva, invece, come sempre è stata disegnata da Giorgio Pontrelli, in cui la cornice si distingue dal racconto per i tratti più puliti, gli scenari più ampi ed il maggior spazio lasciato ai bianchi, come a tracciare una netta linea divisoria tra la vicenda criminosa narrata e la narrazione della storia. 

In questo volume, arricchito dalla prefazione dello psichiatra Massimo Picozzi, viene trattato un crimine estremamente delicato che lede profondamente la dignità della persona: la violenza sessuale, ossia l'aggressione a danno di un altro individuo con lo scopo di forzarlo a subire un rapporto sessuale non consenziente. 
Non è solo una violenza brutale e animalesca, ma anche e soprattutto una violenza che ha ripercussioni psicologiche per chi la subisce, trattandosi di una pratica umiliante e traumatica. 
Pur essendo indiscutibilmente un crimine ripugnante che la giustizia condanna aspramente, spesso diventa difficile dimostrare che essa sia avvenuta, e non è raro che siano le stesse vittime a dover subire imbarazzanti ed estenuanti interrogatori, trattamento atroce che tende a scoraggiare le denunce e, grazie ad abili avvocati dalle lingue taglienti, permette a molti aggressori di restare impuniti. 



Dovendo affrontare un argomento così delicato, nell'introduzione Katja Centomo ed Emanuele Sciarretta hanno pensato di spiegare, senza fare anticipazioni sulla storia, che le vicende narrate nel volume non trattano una vera e propria violenza - cosa che sarebbe parsa irrispettosa agli autori - anche se non mancherà comunque occasione di discutere il tema dal punto di vista legale. 

Lo stratagemma letterario della cornice narrativa per le storie narrate, viene qui ripreso: infatti il gruppo di amici bloccati nella baita a causa della tormenta di neve aspetta un nuovo interessante racconto del giudice Massimo D'Ettori, che ha saputo conquistarli con la storia della truffatrice Gaia e ha annunciato che racconterà altre sei storie che ritiene esemplari dell'indole criminale dell'uomo. Quando elenca i crimini e menziona la violenza sessuale, sulle prime non vorrebbe raccontare nessuna storia che riguarda l'argomento, nel rispetto del dolore delle vittime.
"Non chiedetemi di raccontarne una. Non sono storie con cui intrattenere i commensali" dice ai suoi amici.
Tuttavia, dopo averci pensato un pò, annuncia di poter raccontare un episodio non particolarmente cruento e mai perfettamente chiarito: la storia di Emma e Ruggero, che si erano accusati a vicenda, dichiarando di aver subito ambedue violenza dall'altro. Ciascuno di essi aveva fornito prove per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni. Ovviamente è impossibile che dicevano entrambi il vero, ma allora come erano andate effettivamente le cose? Attraverso la ricostruzione di Massimo, il lettore viene coinvolto nella narrazione brillante e sopra le righe di una vicenda originale e decisamente inusuale. 

Nel dossier che come sempre si trova in appendice, viene analizzata la personalità di un potenziale aggressore, e sono elencati quelli che possono essere i possibili segnali che una persona può diventare violenta, perdere umanità e abusare di un'altra. 
Troviamo inoltre una ricca e approfondita spiegazione delle varie declinazioni che questo tipo di violenza può assumere, nella nostra società, una società con ancora molti passi da percorrere per l'abbattimento della doppia morale sessuale, che spesso vede la donna come una maliziosa seduttrice disposta a sfruttare il suo corpo per raggiungere i suoi scopi e che raramente viene creduta, se si dichiara invece una vittima. 

"7 Crimini- La violenza" è un racconto coraggioso che riesce ad affrontare un crimine estremamente delicato con tatto e senza offendere nessuno, presentando un insieme di personaggi femminili e maschili ugualmente negativi, perfetti protagonisti di una verosimile commedia umana.