giovedì 15 settembre 2022

"The Guardians - La chiave di Aramis" di Elle M.P


"Due legati sono in simbiosi. Il potere dell'uno scorre nelle vene dell'altro, è come un veleno senza antidoto. È un amore profondo, che va oltre qualsiasi cosa umana."

"The Guardians - La chiave di Aramis" è il primo romanzo di una serie urban fantasy di Elle M.P. che ha costruito un mondo immaginario in cui intreccia la magia con un contesto contemporaneo e frizzante, confezionando una storia perfetta per chi ha amato le avventure del mondo di "Shadowhunters o i racconti delle "Fate delle Tenebre" di Holly Black.

Elle M.P., attentissima ai dettagli estetici, ha curato moltissimo il suo romanzo.
Il volume, disponibile sia con la copertina rigida che flessibile, presenta le pagine in oro. Inoltre, è impreziosito da illustrazioni a colori di Carmen Daniele, e ogni capitolo è decorato dai disegni in bianco e nero dell'autrice. Sul suo sito è possibile acquistare  varie edizioni del libro, anche quella speciale con una box ricca di graziosissimi gadget, tra cui portachiavi, segnalibri, candele, tutti ispirati al mondo di The Guardians, acquistabili anche singolarmente.

La prosa, paratattica e priva di errori, coinvolge grazie ad un perfetto equilibrio tra descrizioni di luoghi e personaggi e digressioni introspettive.
Un dettaglio sfizioso è l'inserimento, in ogni capitolo, di una canzone di cui viene suggerito l'ascolto, per calarsi meglio nell'atmosfera delle vicende narrate. Le canzoni sono anche raccolte in una comoda playlist su Spotify.

Sulla Terra vive un popolo di creature magiche senza ali: sono i Guardiani, che vivono fra i mortali celando la loro vera identità.
Zach e Nathan, anch'essi provenienti dal mondo magico, sono legati, ossia uniti da un legame indissolubile che li rende compagni per l'eternità. Sebbene siano entrambi molto innamorati l'uno dell'altro, ciascuno dei due ha la sensazione che una storia d'amore tra loro non funzionerebbe e, per non distruggere la preziosa amicizia che condividono, scelgono di mantere una relazione platonica. Nonostante la difficile situazione, sembrano aver trovato un equilibrio finché, nel conservatorio di Berlino, presso il quale studiano, non conoscono Eileen, una ragazza dall'animo semplice ma profondamente ribelle e un pò sfrontata.
Zach e Nathan ne sono subito affascinati, stregati dalla sua bellezza e dalla sua personalità. Inoltre, scoprono presto che l'incontro con Eileen non è stato casuale: i tre ragazzi erano destinati ad incontrarsi, perché solo con l'aiuto di Eileen possono trovare la leggendaria chiave di Aramis e portare a termine un'importante missione. Come si evolverà la loro relazione? E qual è il misterioso passato che li unisce?

Il fulcro centrale del romanzo è la relazione fra i tre protagonisti: Zach, Eileen e Nathan. Tre personaggi apparentemente inconciliabili tra loro, tra i quali si instaura un legame atipico e molto forte.

Sebbene siano presenti moltissimi personaggi sono i tre protagonisti, che si alternano nella narrazione, a dar voce alla storia, ciascuno esibendo una personalità unica e distinguibile.
Durante il racconto tutti e tre affrontano sofferenze e traumi che li inducono a maturare e cambiare, rendendo partecipe il lettore dei loro turbamenti interiori.

Zach, da sempre innamorato di Nathan, si sorprende moltissimo quando scopre, per la prima volta, di provare gli stessi sentimenti nei confronti di Eileen. Si sente profondamente turbato, e gli occorrerà molto tempo per capire esattamente quali tremori agitano il suo cuore.

"Tutti continuavano a ripetere che io ed Eileen fossimo innamorati, ma io non riuscivo a capirlo. Non sapevo quanto questa storia delle visioni continuasse a farmi sentire quell'emozione forte che provavo in certi momenti semplicemente sfiorandola o guardandola negli occhi. Era simile a ciò che sentivo per Nathan e questo forse era il problema che mi rendeva impossibile distinguere i miei sentimenti verso di loro, perfino nei miei sogni."

Eileen, la cui sfrontatezza non è mai stata altro che una maschera per celare le sue insicurezze, si sente finalmente completa quando incontra Zach e Nathan. Non ha dubbi quando si rende conto di amare entrambi i ragazzi, che è sicura di aver atteso tutta la vita, e con i quali si sente protetta e al sicuro, forte e bellissima, rinata negli occhi dei due uomini che ama.

"Non importava quanto ombroso e misterioso fosse stato il mio passato (...) Avevo Zach e avevo Natham, e capii che il resto non era poi così importante."

Persino Nathan, apparentemente sempre sicuro di sé, non può far altro che arrendersi finalmente ai sentimenti che prova, sia nei confronti di Zach che di Eileen. Imparerà che abbandonarsi all'amore e offrire a sua volta il proprio cuore, non è una debolezza, ma una fortuna che non capita a tutti, e intende proteggere coloro che ama a costo della sua stessa vita.

"Si possono amare due persone allo stesso momento. Io amo te, e amo Eileen. Riuscite a dividervi il mio cuore senza problemi."

Insieme, Zach, Nathan ed Eileen costituiscono un trio che, seppure inizialmente diviso da screzi, si rivela ben assortito:  sono giovani in cammino, che si interrogano sul loro passato per poter evitare gli errori dei loro avi e orientarsi verso un futuro migliore, senza rinunciare a quanto di più prezioso posseggono: l'amore.

Consiglio il romanzo soprattutto a chi ama leggere le storie romantiche, visto che il romance è una componente molto importante del romanzo. Inoltre piacerà sicuramente agli appassionati di Urban fantasy e di avventure soprannaturali.
I  contenuti maturi - come la tematica poliamorosa e gli scontri particolarmente cruenti - rendono questo libro adatto ad un pubblico di adulti e giovani adulti.
Lo stile, particolarmente scorrevole e moderno, risulta di piacevole lettura, e garantisce ai lettori una storia svelta ed incalzante.

L'autrice, in "The Guardians", non vuole raccontare solo un'intrigante storia fantasy, ma anche e soprattutto approfondire una storia d'amore insolita, per trasmettere il messaggio che ogni relazione è unica e va vissuta entro i confini delle persone tra cui si instaura, e che è sempre ingiudicabile dall'esterno. 

venerdì 2 settembre 2022

"Hide" di Kiersten White


Kiersten White, già autrice di vari libri di successo tra cui la serie young adult fantasy "ParanormalMente", torna in libreria con "Hide", un romanzo horror rivolto ad un pubblico di lettori adulti, pubblicato da Mondadori.

La proprietaria di un parco divertimenti abbandonato e ormai in disuso indice una sfida bizzarra: una gara di nascondino per quattordici partecipanti i quali, dall'alba al tramonto, per sette giorni, dovranno nascondersi e non farsi trovare. Ogni giorno due di loro saranno eliminati, e non si sa quale sia il loro destino. 
Nonostante le strambe regole del gioco, l'allettante premio in denaro promesso al vincitore sembra una ricompensa sufficiente per persuadere i concorrenti a partecipare.
Tuttavia, man mano che i giorni passano e i concorrenti spariscono, diventa chiaro che qualcosa di mostruoso si nasconde nel parco, e che il vero premio in palio, forse, non è il denaro, ma la sopravvivenza. Allora i partecipanti iniziano a vivere il gioco in una crescente condizione di paura.
Quanti di loro periranno? E qual è l'orrore da cui fuggono e che con loro gioca a nascondino? 

Il libro segue le vicende dei quattordici concorrenti, dei quali indaga il passato, le vicende personali e le ragioni che li hanno indotti a tentare la fortuna con quella strana sfida. L'idea è interessante, purtroppo la brevità del libro e il numero elevato di personaggi impediscono un reale approfondimento del background di ciascuno, che risulta superficiale e appena accennato. Inoltre gli strani nomi dei personaggi -due hanno persino lo stesso nome- non rendono semplice per il lettore seguire le vicissitudini di ciascuno.

Il parco di divertimenti abbandonato è un'ambientazione classica per un libro dell'orrore, perché è uno scenario che racchiude perfettamente decadenza e mistero. Un luogo in origine destinato allo svago, che va in rovina e le cui meraviglie diventano potenzialmente pericoli di morte.
Persino Stephen King lo ha utilizzato, ed è un elemento che ricorre in molti film. 
L'autrice si è servita di questo famoso topos per scrivere una storia cupa ed inquietante, in cui l'elemento perturbante è dato più dal "non visto" che da quanto viene effettivamente mostrato. Non sono presenti molti spargimenti di sangue e scene truculente ma, procedendo nella lettura, si viene avvinti da una strisciante sensazione di disagio, che prosegue sino al culmine del libro, quando il non precisato pericolo acquattato nell'ombra, che ha minacciato l'incolumità dei protagonisti, viene finalmente rivelato. 
Rivelazione che purtroppo si scopre essere non nuova, e perciò non proprio all'altezza della tensione costruita all'interno del romanzo. 

La vera potenza del mostro che si nasconde acquattato nel parco è la sua valenza metaforica: qualcosa che ci si sforza di nascondere invece di affrontare, l'orrore che si prova a coprire invece di distruggere, il problema che si ignora e viene affidato alla preoccupazione di altri, finché diventa sempre più grande e sfugge ad ogni possibilità di arginarlo. 

Nonostante i suoi limiti, il fascino del romanzo risiede soprattutto nella magnifica prosa: l'autrice usa una paratassi piacevole da leggere che avvince il lettore, un linguaggio evocativo che riesce a costruire ansia e tensione. 

"Hide" è un romanzo ben scritto, anche se non particolarmente originale. Tuttavia potrà rivelarsi sicuramente un piacevole intrattenimento per gli appassionati del genere. 


giovedì 1 settembre 2022

1 Settembre... ritorno a Hogwarts


Oggi parte l'espresso per Hogwarts e parte anche un GDL per la rilettura di Harry Potter! 
Contattatemi se desiderate unirvi a noi.

Buona lettura a tutti! 

mercoledì 24 agosto 2022

"Il cuore di tutto" di Sara Rattaro


"Il cuore di tutto", young adult recentemente pubblicato dalla casa editrice Mondadori, è l'ultimo romanzo di Sara Rattaro, un'autrice italiana già molto apprezzata per i suoi numerosi libri, nei quali riesce a parlare con delicatezza e semplicità dei sentimenti più intimi dell'animo umano. 

Ale ha appena cambiato liceo, trasferendosi dall'amata Roma a Genova, per lasciarsi alle spalle un momento della sua vita che la tormenta, una tragedia della quale si sente responsabile e di cui non sopporta il ricordo. 
Matteo è un ragazzo che ha perso la leggerezza adolescenziale dalla morte di suo fratello Andrea, deceduto a causa del crollo del ponte Morandi e teme che, proprio come il ponte, possa cadere a pezzi anche quello che resta della sua famiglia.  
Ale e Matteo, quando si conoscono, riconoscono la sofferenza nell'altro, si scoprono anime affini e provano ad avvicinarsi anche se non è mai semplice affidare a qualcuno i propri tormenti interiori e i più segreti pensieri. 
Un pomeriggio, Ale trova un quaderno che Matteo ha lasciato in biblioteca, forse per sbaglio, scritto a mano da Costanza, una donna che lo ha usato come diario molti anni prima per scrivervi la sua tormentata storia d'amore e in particolare una scelta sofferta che ha segnato la sua vita. Ale vorrebbe restituirlo a Matteo, ma dopo averlo sbirciato non riesce a smettere di leggerlo, sempre più coinvolta dalle sue vicende. 
In un crescendo di tensione e segreti, si dipanerà una storia struggente, con un colpo di scena finale. 

Matteo, Ale, Costanza: tre personaggi si intrecciano e narrano le loro storie, le loro vite, tra passato e presente, in una lenta scoperta che permetterà loro di capire chi sono stati, chi sono e chi intendono essere.

Il rapporto con il proprio vissuto non è l'unico argomento del libro, anche se ne costituisce certamente il fulcro centrale. 
Importante è anche la regolazione emotiva, un tema di cui non si parla spesso nei libri e che invece è importante affrontare, dal momento che oggi per gli adolescenti sembra essere sempre più difficile imparare a gestire le emozioni senza andare incontro ad esagerazioni che possono solo avere coseguenze negative. 
Dal momento che Ale e Matteo sono adolescenti, stanno imparando a relazionarsi con le emozioni: comprendere e gestire le proprie, ma anche imparare a leggere quelle altrui. Infatti, a quell'età è importante non solo capire cosa si prova, ma anche che rendersi conto che ogni azione può influenzare l'altro e causargli sofferenza e umiliazione. Quello che per qualcuno è solo uno scherzo, per un altro può essere una tragedia. Bisogna imparare a capire e ad apprezzare la sensibilità del prossimo.

L'autrice ha saputo raccontare, con un linguaggio frizzante e adatto ai giovani, una storia commovente, rendendola incalzante grazie alla narrazione in prima persona dei protagonisti: tre personaggi dalle vite complicate, tre voci che si alternano e sviscerano le proprie esistenze per scoprire, infine, qual è quel "cuore di tutto" di cui parla il titolo, che è centro e motore di tutte le cose. 

domenica 21 agosto 2022

"C'era una volta un cuore spezzato" di Stephanie Garber

Credo che esistano molte altre possibilità oltre al "vissero per sempre felici e contenti" o al finale tragico. Ogni storia possiede il potenziale per infinite conclusioni.

Dopo aver stregato il mondo con i suoi romanzi fantasy Caraval, Legend e Finale, Stephany Garber torna sul panorama letterario con "C'era una volta un cuore spezzato", il primo capitolo di una nuova serie ambientata nello stesso universo di Caraval.

Evangeline Fox, adolescente orfana che ha sempre creduto nel lieto fine, nelle fiabe antiche e nella magia, va in crisi quando scopre che il suo amato fidanzato, l'amore della sua vita, con il quale immaginava una vita insieme, sta per sposare Marisol, la sua sorellastra. Convinta che l'amore che li lega non sia sincero e sicura che il matrimonio improvviso sia causato da un maleficio, si rivolge a Jack, il Principe di Cuori, noto come dio degli amori infelici, sperando che possa aiutarla. Ma Jack non è un dio clemente: è capriccioso e ribelle, e soprattutto il suo aiuto non è mai gratuito.
Infatti Jack assicura ad Evangeline di poter impedire le nozze, ma soltanto in cambio di tre baci, che dovrà dare a tre persone diverse quando lui glielo chiederà.
Stringendo lo stranissimo patto, Evangeline non immagina che ha accettato di vivere una grande e pericolosa avventura...

Come nella sua opera precedente, è preponderante nella storia il confronto fra due sorelle. Non sono però legate dal sangue, ma sorellastre, rese rivali dall'amore per lo stesso ragazzo, dal desiderio spasmodico di un lieto fine, il cui raggiungimento sembra così difficile che, per ottenerlo, il compromesso è indispensabile, necessario.

La Garber ha più volte dato prova di una fantasia esplosiva, anche se alcune idee in quest'ultimo romanzo non mi hanno particolarmente entusiasmato, e che sembravano dissonanti con il mondo fantastico da lei creato. L'autrice riesce tuttavia sempre a dare tridimensionalità al suo universo, ai suoi personaggi e alle sue idee, facendole apparire sempre ben incastrate nella storia e credibili nel suo tessuto narrativo.

Evangeline, dal cui punto di vista sono narrati tutti gli eventi, è una protagonista che, sebbene inizialmente si presenti come una fragile fanciulla capricciosa, affronta una crescita notevole e il viaggio che intraprende è sia reale - lontano dai luoghi in cui ha sempre vissuto - sia metaforico, in bilico fra colpa e paura, coraggio e ribellione.

Marisol è un personaggio ambiguo. Per tutto il romanzo la sua immagine cambia, presentandosi di volta in volta come una damigella indifesa e succube della madre o come manipolatrice spietata. Evangeline ha sempre desiderato una sorella e vorrebbe credere di poter costruire con Marisol un rapporto di fiducia sincero, ma può fidarsi di lei?

Jack, il Principe di Cuori, è un personaggio brillante e folle che è stato già presentato nei libri precedenti, sopratutto in Legend e ancor più in Finale. Capace di atti di estrema clemenza come di estrema crudeltà, è imprevedibile ed Evangeline non sa mai cosa aspettarsi da lui.

Sentimenti contrastanti si confondono, inducendo anche il lettore a interrogarsi su questioni morali spinose e personaggi grigi, ingiudicabili.

Stephanie Garber, con la sua caratteristica prosa ricca, preziosa e sognante, gioca con le fiabe e con le infinite possibilità dello storytelling, presentando una nuova avventura in cui ogni capitolo ribalta il precedente, capovolgendo tutto ciò che il lettore credeva di sapere.

"C'era una volta un cuore spezzato" è un libro che illude il lettore e gioca con i topos fiiabeschi, che mischia magia e paura per confezionare una storia che intriga e inquieta. E che riuscirà a sorprendere, anche stavolta, con un finale del tutto inatteso. 

martedì 16 agosto 2022

"La stella Purpurea" di Giulia Borzumati


“La Stella Purpurea- gli eredi di Angisi” è un libro fantasy, scritto da Giulia Borzumati ed edito dalla casa editrice Bookabook.

Sempre tu, cercando, troverai ciò che non vuoi; e ciò che odi sarà ciò di cui necessiti.”

Angisi è una terra di redenzione, dove tutte le razze magiche si sono trincerate e hanno ricominciato a prosperare a seguito dell’antichissima e feroce guerra contro i druidi. Adesso è un mondo come gli altri, diviso in razze più o meno magiche e umani,
tutti sotto il dominio di una regina che ora si fa chiamare Imperatrice.

Nessuno sfugge al proprio destino,
nemmeno tu, occhi di giada."


È a Maccah che vive Sidhe, una giovane i cui genitori sono stati assassinati quando lei era ancora piccola e il cui unico desiderio è
scoprire la verità sulla loro morte. Sebbene però, dall’esterno, sembri una normale umana, la ragazza nasconde, sotto una tinta
coprente preparatale da una rinomata, quanto reietta, erborista della città, lunghi capelli viola e, segretamente, riesce a manipolare alcuni poteri magici a cui non le sarebbe possibile accedere a causa
del suo sangue umano.

Da quando aveva sorvolato Maccah, sfiorandola, non aveva smesso di chiedersi quali limiti e quali scoperte ci fossero nel suo potere.”


Quando Thegga, la tutrice di Sidhe, le chiede di sposarsi per sollevare dalle sue spalle il peso economico di sostentarla e, contemporaneamente Thakart, futuro Erede della piana e amante di Sidhe, le trova il nome di un uomo legato alla scomparsa dei
genitori, la ragazza decide di partire alla ricerca della sua verità, seguita da Shluba l’erborista, che le insegnerà a manipolare e
controllare il proprio potere.

La pietra scintillante di Thegga le danzò sulla pancia, pesante e leggera come solo una casa d’infanzia può essere.”

Ma quando, quando raggiungono l’abitazione dell’uomo, scoprono che un segreto molto più oscuro si cela dietro la misteriosa morte
dei genitori di Sidhe, un segreto che l’Imperatrice vuole a tutti i costi celare e che potrebbe portare alla rovina del regno di Angisi.

Avvertì il sole scaldarle le palpebre con un bacio leggero e si sentì in pace nonostante tutto: ci era riuscita, era in viaggio alla ricerca della sua verità.”


“La Stella Purpurea” si presenta come un fantasy di stile classico con una punta di originalità, mischiando il nuovo e il vecchio con sapienza e dedizione. Assieme a nomi, vicende e razze, nate dalla mente dell’autrice, infatti, vengono mescolati razze più note, come elfi, nani e simili creature, la cui origine è a tutti familiare.

Il romanzo, pure essendo piacevole nella lettura, grazie ad uno stile narrativo descrittivo, seppur fluido, si presenta al lettore,
più che come un vero primo libro, come un enorme introduzione a tutte le vicende che avverranno in seguito, e che vengono
preannunciate alla fine della narrazione. La scrittrice, infatti, porta per mano il lettore nelle fondamenta del suo mondo e, anche
grazie ai capitoli visti da punti di vista differenti, ci permette di scoprire psicologia, stratificazione sociale, storia e costruzione
del mondo per come si dipanano nella sua mente e fra le pagine del libro.

Una nota di merito importante va alla costruzione curata dei personaggi secondari che popolano il racconto in grande quantità e
che, pertanto, non sono lasciati sullo sfondo come pupazzi senza vita, ma che mostrano storie e caratterizzazioni dalla quale è
evidente evincere l’amore e la cura che si è dedicata loro.


Stanotte non diciamo addio solo agli amici, ma a una parte della
nostra vita.”

“Gli Eredi di Angisi – La Stella Purpurea” è un'introduzione ben ponderata e ben scritta di una storia complessa, che si preannuncia sorprendente e fornita di colpi di scena inaspettati ma anche di svolte di trama annunciate. Un libro che parla del coraggio di lasciare casa per cercare la propria via ma che non rinnega la paura, il vuoto e la perdita che questo ci può causare e che anzi, incoraggia a camminare per inseguire la ricerca della propria verità e del proprio io.


Nulla è facile, tutto è oblio e quando il sole muore muoiono i miei sogni, muore il mio dio. Mentre lascio casa , in mano un pugno
di more, sento che questo è un addio, il mio addio.”

~Articolo a cura di Luinil

martedì 9 agosto 2022

"Before we disappear" di Shaun David Hutchinson


"Before we disappear" è un romanzo fantasy di Shaun David Hutchinson, un piccolo gioiello in cui mi sono imbattuta per caso. 

Nel 1909, a Seattle, durante quella che sarebbe stata ricordata come la "fiera dei mondi", si esibisce Evangeline, maga capace di numeri di magia senza paragoni che ogni sera affascina il suo pubblico. 
Tuttavia, durante la fiera, un altro mago sembra rubarle la scena: è Laszlo che, con il suo spettacolo, conquista subito il favore della critica e sposta l'attenzione su di sé. 
Desiderosa di essere la migliore, Evangeline incarica il suo giovane apprendista, Jack, di infiltrarsi in casa di Laszlo per indagare sui suoi segreti e apprendere i suoi trucchi. Jack obbedisce ma resta molto turbato quando, nell'appartamento del mago, incontra Wilhelm, il giovane apprendista di Laszlo, in catene. 
Lazlo, il cui vero nome è Theodore, è un impostore. Non mette in scena dei trucchi ma vera magia, la magia di Wilhelm, nato con doni molto particolari, e lo tiene prigioniero per sfruttarne le capacità. Jack, ladro dal cuore sensibile non vuole lasciarlo in quelle condizioni, ma non sarà facile liberare Wilhelm dalla sua schiavitù, che è fisica ma anche psicologica. Durante un percorso difficile, i due ragazzi cercheranno di salvarsi l'un l'altro e scopriranno che, forse, la più grande magia è proprio essere sé stessi. 

 In una narrazione che alterna le voci di Jack e Whilelm, si mettono a confronto le storie di due personaggi ugualmente oppressi da due personalità troppo invadenti ed egocentriche. Riusciranno a non scomparire, perdendo la propria identità nella proiezione delle volontà altrui?

"Before we disappear" è un romanzo che tratta temi importanti, come l'abuso psicologico e la dipendenza emotiva, e narra una storia d'amore delicatissima e dolce. Ma soprattutto è un romanzo con un'ambientazione magica ed esplosiva, una caleidoscopica avventura che fa viaggiare il lettore con la fantasia. E che, proprio come uno spettacolo di magia, saprà stupire ed emozionare, fino all'ultima pagina. 


Nota: al momento questo libro è disponibile solo in lingua inglese.

venerdì 29 luglio 2022

"The Savages" di Matt Whyman


"They'd love to have you for dinner..."

I Savage sono una famiglia perfetta. O meglio così sembrano. Affiatati e affettuosi, tutti i giorni si riuniscono a tavola per consumare insieme i pasti, chiacchierare educatamente e rafforzare il legame che li unisce.
Ossessionati dal cibo, sono appassionati consumatori di carne e, occasionalmente... apprezzano quella umana, che però è riservata alle occasioni speciali, vista la sua non facile reperibilità.
L'equilibrio della famiglia, la quale considera il proprio singolare gusto alimentare un elemento essenziale della sua identità, va in crisi quando la figlia maggiore si fidanza con un ragazzo vegetariano, ed intraprende insieme a lui una dieta priva di carne, scelta giudicata dai membri della famiglia decisamente disonorevole.
Lo sgradito fidanzamento sarà solo il primo anello di una catena di eventi rocamboleschi e sempre più assurdi che porterà i Savages sull'orlo della catastrofe.

Humor nero, ironia e una critica non troppo sottile alla società delle apparenze sono gli ingredienti che rendono questo un romanzo per ragazzi cupamente divertente, perfetto per chi apprezza le commedie un pò noir e ha riso con le avventure degli Addams a cui la famiglia Savage ammicca in maniera palese.

Lo scrittore Matt Whyman non ha pretese educative: "The Savages" vi fornirà numerosi spunti di riflessione, ma non è un libro che vi insegnerà qualcosa -salvo fornirvi dettagliati consigli culinari di dubbio gusto- non vi lascerà una morale e non vi renderà migliori. Vi proporrà dei personaggi moralmente discutibili, negativi e da non prendere assolutamente a modello, bizzarri antieroi ma individui assolutamente unici che vale la pena incontrare, e  che non dimenticherete molto facilmente. 


Avreste il coraggio di andare a cena dai Savage? 

sabato 23 luglio 2022

"Nel nome della madre" di Maria Cristina Grella


"Nel nome della madre" di Maria Cristina Grella è un thriller pubblicato dalla casa editrice "Libro-Mania", vincitore della sesta edizione di "Fai viaggiare la tua storia", premio organizzato da Libromania in collaborazione con Deagostini libri e al quale hanno partecipato autori da tutta Italia e anche dall'estero.

In una Salerno avvolta dal freddo  di dicembre, illuminata dalle scintillanti luci d'artista che fanno da contraltare al degrado imperante il commissario Irene Bruno, donna severa e ligia al dovere, si trova a dover affrontare insieme alla sua squadra un caso difficile. Una donna incinta viene brutalmente uccisa, e il suo omicidio sembra collegato alle morti di altre donne in dolce attesa, avvenute in circostanze simili alcuni mesi prima. Irene e la sua squadra investigativa sono convinti che il colpevole possa essere la stessa persona, iniziano quindi un'approfondita indagine per restringere la lista dei sospettati e individuare il colpevole.

-Io non ci campo con i morti. Non sono un becchino. Ma cerco giustizia per i morti ammazzati, perché possano riposare in pace. (...) Da piccola andavo a scuola dalle suore.  Ci parlavano spesso della vita dopo la morte. Io e le mie compagne ci eravamo fatte l'idea che i morti ammazzati non potessero andare in paradiso fino a che non avessero ottenuto giustizia.-"

Nell'atmosfera magica, surreale e spietata di una città meridionale in bilico fra le sue mille contraddizioni, Irene deve affrontare una tremenda corsa contro il tempo, per assicurare il colpevole alla giustizia prima che faccia del male ad altre donne innocenti. Ma fin dove sarà pronta a spingersi pur di risolvere il caso?

Irene Bruno, la protagonista del romanzo, commissario intelligente dal carattere burbero e il passato difficile. È rimasta vedova da poco, da quando il marito è venuto a mancare si sente sola e infelice. Il caso sul quale si trova costretta a indagare tocca corde profonde dentro di lei, facendo riemergere un dolore mai veramente sopito, che ha minato per anni il suo orgoglio di donna e la sua femminilità. La storia narrata si intreccia profondamente alla sua storia personale, che viene svelata al lettore poco alla volta, man mano che si progredisce nell'indagine.

Andrea, il vice commissario, originario di Perugia, fatica a integrarsi nella realtà Salerinatana. Discreto ammiratore di Irene, è un uomo affidabile e intelligente, che resta al suo fianco anche nei momenti in cui lei si mostra distante ed ostile, rappresentando per lei una spalla indispensabile su cui contare.

"Vivere al Sud non era poi tanto male. Certo, bisognava imparare a comprendere le singolari abitudini del posto e adattarsi a un disordine endemico che non faceva parte né del suo DNA né della sua cultura."

Amina Najib, inspettrice fidata  e arguta, determinata e competente nel suo lavoro, è una donna brusca nei modi ma d'animo gentile, sempre sensibile e attenta ai sentimenti altrui. Le sue origini straniere, sebbene viva in Italia da tanti anni, sono spesso causa di discriminazioni razziali, che la fanno soffrire molto.

L'autrice ha dato vita ad un piccolo gruppo di personaggi verosimili e ben costruiti, una squadra omogenea, ma caratterizzata da tipici screzi, pregi, difetti e imperfezioni. La lettura risulta coinvolgente non solo perché si desidera scoprire di più riguardo al caso, ma anche perché il lettore si interessa inevitabilmente alle vite e alle storie dei vari personaggi.

Inoltre, piuttosto di puntare sulla scoperta del colpevole - che, con una lettura attenta, non è difficile da individuare - il romanzo costruisce la tensione narrativa sull'analisi della psicologia e dei turbamenti interiori dei suoi personaggi: del commissario, del vice, degli altri membri della squadra investigativa, delle vittime ma soprattutto dell'assassino.
Il lettore viene indotto a proseguire la lettura spinto dal dubbio di non sapere come si comporteranno i personaggi, come reagiranno di volta in volta, quali saranno le loro decisioni.

Caratteristica importante del romanzo è la preponderanza di personaggi femminili: donne forti, coraggiose, determinate e professionalmente realizzate. Ma anche donne dalla femminilità svilita, venduta, buttata, distrutte dalla miseria e dall'orrore. Eppure, anche nella peggiore delle circostanze, l'autrice osserva persino le prostitute vittime di omicidio con compassione, dando loro dignità nel raccontarne le storie.

"Nel nome della madre" è un thriller ben scritto, truculento e impressionante: orrore, morte, amore e rinascita si alternano fra le pagine di Maria Cristina Grella, che dà prova di una grande sensibilità nell'analizzare i sentimenti di ciascuno, indagando le motivazioni dietro gli atti più abietti, senza giudicare ma sviscerando persino gli anfratti più oscuri del cuore umano. 

martedì 12 luglio 2022

"La nocchiera del tempo" di Licia Troisi


"Ovunque andassi nel multiverso, trovavo solo specchi del mondo da cui provenivo."

"La nocchiera del tempo" è il primo capitolo della nuova saga fantasy, pubblicata dalla casa editrice Rizzoli, di Licia Troisi  autrice di vari libri di successo.

Ho amato molte delle sue opere, in particolare le  serie "Pandora", "La ragazza drago" e "Cronache del mondo emerso", perciò ero molto curiosa di leggere questo suo ultima libro, che si presenta accattivante sin dalla splendida edizione, decorata con pagine in filigrana azzurra.

La terra è stata devastata da una non precisata catastrofe, e ormai ben poco è rimasto del vecchio mondo. Inoltre, il disastro ha aperto nella realtà delle porte dimensionali, pozzi che sembrano sfociare sul vuoto, e condannare a morte certa chi li varca.
In una realtà distrutta e fatta a pezzi vive l'orfana Poe, che ha tentato disperatamente di sopravvivere di sotterfugi e piccoli furti, soprattutto per assicurare un futuro alla sorellina Imogen. È giovane, arrogante e convinta di poter fare tutto, ma una sera un furto più azzardato degli altri va terribilmente male, e le costa una condanna a morte. Viene obbligata ad entrare in un pozzo, nel quale è convinta di morire. Invece Poe scopre di essere una "nocchiera del tempo", una delle rare persone capaci di sopravvivere alle cadute nei pozzi, i quali si rivelano porte che si affacciano su altri mondi e permettono a chi li attraversa di raggiungerli. Viene subito assunta da Danhab, una creatura aliena estremamente potente che ingaggia i nocchieri per averli al suo servizio, ordinando loro di compiere varie missioni nel vasto multiverso. Pesanti minacce incombono su chi si ribella, ma chi accetta può sopravvivere, ricevere protezione e avere un posto da chiamare casa ed è ciò che sceglie di fare: non pone mai domande, è svelta, fedele e letale, anche perché Danhab le ha promeresso qualcosa a cui tiene troppo. All'età di venticinque anni, quando ormai è una giovane guerriera disillusa e pronta a tutto, riceve una missione: recuperare un'arma che potrebbe cambiare il destino di interi pianeti. A cosa serve davvero? Inizialmente Poe non se lo chiede, ma quando scopre che il committente intende usarla sulla Terra,  la paura per l'incolumità di sua sorella la induce a ribellarsi. Inoltre l'incontro con Damyan, suo compagno nella missione, anche lui Cercatore e nocchiere che come lei ha perso tutto ma non il senso della giustizia, fa riemergere in Poe l'animo combattivo di quando era adolescente. Per anni, Poe ha ubbidito come un bravo soldato, rispettando gli ordini di Danhab senza mai protestare. Che sia giunto il momento di lottare per sé stessa e di liberarsi dal suo giogo mortale?

Poe è una ragazza distrutta dal dolore, dal passato tragico ma saldamente ancorata alla vita. E' il tipo di persona che farebbe qualsiasi cosa per sopravvivere, in lei c'è la determinazione cieca di chi desidera vivere a tutti i costi, anche nella peggiore delle situazioni.

"Ho fatto delle scelte, che mi hanno portata dove sono. Questa è la mia vita, e me la tengo."

Poe è una donna guerriera piena di rabbia,  perfettamente coerente con tutti i personaggi femminili a cui l'autrice ha abituato i suoi lettori. Una donna aggressiva,  potente e  intelligente, che tuttavia non soccombe alla cieca violenza ma conserva pietà e gentilezza, anche se è difficile, perché vive in un mondo spietato, nel quale ogni sentimento può diventare una potenziale fonte di dolore e sofferenza, ogni fragilità è un rischio.
L'aspetto più accattivante dei personaggi femminili di Licia è infatti il carattere forte, che non diventa mai ragione di mascolinizzazione bensì espressione di una femminilità aggraziata ma forte, che costituisce sempre un esempio positivo.

Un altro personaggio importante  è Damyan, un ragazzo che come Poe ha perso tutto tranne la fiducia nel prossimo, proprio quella che lei non più. Profondamente convinta che lavorare in coppia o in gruppo sia impossibile, difficile e pericoloso, sarà smentita da Damyan che invece crede nel lavoro di gruppo e le  mostra di fidarsi di lei, ma esige  la stessa fiducia.

La narrazione è in prima persona e si alterna fra il passato ed il presente della protagonista: frammento dopo frammento, Poe prende vita dinanzi al lettore, che può conoscere poco alla volta la sua storia e comprendere quali tragici eventi hanno forgiato il suo carattere, rendendola spesso spietata.

Un elemento piuttosto chiacchierato del romanzo è stato l'inserimento della Shwa, il carattere "ə" per evitare di riferirsi a qualcuno usando un determinato genere. L'autrice lo usa quando menziona Dhanab, un personaggio che proviene da un pianeta i cui abitanti non hanno sesso, quindi non si identifica né come essere maschile né femminile, cosa che  non mi ha particolarmente disturbata durante la lettura, perché l'autrice ha scelto di usarlo in un contesto in cui ricorrere ad una soluzione diversa sarebbe stata difficile.

La prosa di Licia Troisi come sempre, conquista fin dalla prima riga: le descrizioni essenziali, l'azione, i colpi di scena e la capacità di trasmettere vivide immagini sono abilità che la  rendono una scrittrice bravissima, capace di appassionare anche i lettori più esigenti.

venerdì 8 luglio 2022

"Il segreto di Artica" di Viola Marchesi


"Il segreto di Artica" è un romanzo per ragazzi scritto da Susanna Ciucci e Ilenia Provenzi, che hanno firmato il romanzo con lo pseudonimo "Viola Marchesi". 
Un plauso va alla suggestiva copertina e alla bellissima edizione Einaudi, con una cover rigida e dettagli in rilievo. 

La storia è ambientata a Nordica una città-stato estremamente tecnologica e controllata, nel quale tutto è perfetto, gestito dalla guida costante dell'Onnipresente, un uomo che ha rinunciato al proprio corpo pur di vivere nella rete e monitorare i comportamenti e gli spostamenti dei cittadini, dotati di bracciali che li assistono e li mantengono sempre connessi alla rete Pandora. 
In particolare, vuole controllare gli individui dotati di aura, un'energia particolare e forte le cui onde interferiscono con la rete. 
Per questo, tutti coloro ai quali viene scoperta l'aura devono subire terribili e dolorosi trattamenti affinché venga loro rimossa. 

L'adolescente Lena, ragazza dalla vita perfetta, scopre di avere l'aura e vede i suoi amici allontanarsi da lei come se fosse pericoloso anche solo starle vicino. Ha molta paura dei trattamenti che dovrà affrontare. Tuttavia, proprio mentre la stanno portando all' Istituto speciale, viene rapita da individui misteriosi che la conducono sulla misteriosa isola di Artica: un'isola che tutti credevano disabitata, dove hanno trovato rifugio creature di varie specie, che hanno l'aura e la sfruttano per vivere serenamente in armonia con la natura. 
Lì, Lena scopre molte verità nascoste sul proprio passato e sul mondo in cui vive. Come cambierà la sua visione della realtà? Da quale parte deciderà di schierarsi? E riuscirà a portare a termine, insieme a Kit un ragazzo incontrato ad Artica, la missione che, secondo un'antica profezia, dovrebbe compiere per salvare se stessa e l'isola dal terribile Spettro che li minaccia ? 
Lena, la protagonista, affronta durante la storia una maturazione che la induce ad abbracciare nuove consapevolezze, a diventare migliore, più altruista, allontanandosi dalla ragazzina viziata che era quando viveva a Nordica: una promettente campionessa sportiva la cui vita ruotava soltanto intorno ai suoi successi. 


Kit, il ragazzo che diventa il suo compagno di avventure, è un personaggio che mi è piaciuto molto. Un amico sincero e affidabile, un ottimo alleato, coraggioso e sempre pronto a difenderla e affiancarla nelle avversità. 



Il genere distopico non è un genere semplice da affrontare: si rischia spesso di cadere nei cliché, di narrare topos ripetitivi che rendono il libro poco interessante e piuttosto trito. 
Tuttavia, Il segreto di Artica mi ha sorpresa, perché contiene i classici elementi di un libro distopico - un mondo alternativo, apparentemente perfetto, che in realtà si regge su una montagna pericolante di bugie che il governo tenta di inculcare alla popolazione - ma ad essi si aggiunge una forte componente fantastica, che è la vera particolarità del romanzo. 
Dando prova di un'esplosiva fantasia, le autrici hanno ideato un universo ricco di personaggi, avvenimnti e ambientazioni dalla forte potenza immaginativa, costruendo un mondo e una storia che trasporta il lettore con una narrazione serrata e lussureggiante. 
Credo ci sia bisogno di romanzi ricchi come questo, perché stimolano la fantasia, cosa essenziale soprattutto nell'epoca contemporanea, caratterizzata dall'abuso dei social, che divorano il tempo e l'immaginazione specialmente dei più giovani.

"Il segreto di Artica" è un appassionante romanzo per ragazzi che riesce a raccontare, tramite una potente metafora fantasy, le problematiche della nostra società. 
Un'esortazione ad amare la propria unicità e a non nasconderla, a non appiattirsi, uniformandosi agli standard che i mass media propongono, ma essere sempre piccole luci, brillanti nella notte imperante. 


Ad Artica ogni diversità deve essere distrutta, cancellata, minaccia l'ordine delle cose. Nel nostro mondo non ci sono leggi che ci impediscono di essere come siamo - anche se non bisogna dimenticare che, ancora oggi, in molti paesi, si rischia di essere puniti per un'idea o un comportamento dissidente - tuttavia, persino quando si vive in una condizione di apparente libertà, non è mai facile comportarsi seguendo le proprie convinzioni personali o manifestare il proprio io interiore, perché il rischio è quello di essere derisi e dover fronteggiare l'emarginazione dei coetanei. 
Soprattutto nella difficile fase del passaggio dall'infanzia all'età adulta, non è raro tentare di eclissare la propria personalità per essere accettati dagli altri, e libri come questo sono importanti perché evidenziano quanto, invece, sia importante costruire sé stessi indipendentemente dal giudizio altrui. 
 

giovedì 30 giugno 2022

"La vita segreta di Albert Entwistle" di Matt Cain


"Perché ho ballato da solo per tutto questo tempo? Perché non ho capito che è molto meglio ballare con gli altri?"

"La vita segreta di Albert Entwistle" è il romanzo d'esordio di Matt Cain, pubblicato recentemente dalla casa editrice Sperling & Kupfer. 

Albert Entwistle lavora come postino, e di lui nessuno sa altro oltre alla sua professione: è un uomo ombroso e scostante, che non si ferma mai a scambiare due parole con i colleghi, non ha nessun amico, vive da solo con l'amatissima gatta, che un giorno viene a mancare causandogli un terribile dolore. 
Si aggiunge alla sua perdita la scoperta dell'imminente pensionamento, che manda Albert nello sconcerto.
 Cosa farà della sua vita, quando non potrà più identificarsi nel suo lavoro e costruire la sua vita sulla rassicurante routine?

"<<Non posso smettere di lavorare. Come posso continuare a essere la persona che sono se smetto di fare il postino?>>
Come avrebbe riempito le giornate? Avrebbe finito per passare giorni e giorni senza rivolgere la parola a un essere umano? Si sentì lacerare da una fitta interiore. La riconobbe: era la solitudine. 
<<Ecco>>, disse ad alta voce. <<Lo ammetto: sono un uomo solo>>."

Veder crollare le sue certezze diventa un modo per ripensare al passato, e aprire il cuore per trovarvi ricordi di tanti anni prima.
Albert infatti ha un segreto, un segreto di cui si è vergognato per troppi anni: è omosessuale e da giovane è stato innamoratissimo di un ragazzo, George, dal quale si è separato a causa di circostanze avverse.
Sebbene sia trascorso tanto tempo dall'ultima volta che lo ha visto, dentro di sé sente di amarlo ancora, e pensa che valga la pena andarlo a cercare. Ritrovarlo, per raccontargli come sono andate davvero le cose, chiedergli come sta, scoprire come ha vissuto, domandargli se è stato felice. E rivelargli che lo ama ancora, nonostante il tempo, nonostante le ferite. E che ora, senza più nascondersi, sarebbe pronto ad amarlo, con tutto sé stesso. Senza scappare né nascondersi.
Lo ritroverà? E potrà coronare il suo sogno, oppure scoprirà che è ormai troppo tardi? 

Questo romanzo, scritto in terza persona con una prosa piacevole, ricercata e mai volgare, si concentra sul narrare, in un intreccio ben costruito tra passato e presente, la storia difficile della vita di un uomo, di cui Matt Cain desidera far conoscere al lettore gioie e dolori, rendendolo partecipe del suo viaggio e dei suoi progetti, lungo un percorso che lo porterà a cambiare vita.

La storia di Albert viene svelata poco a poco, proprio come quando si fa amicizia con una persona nella realtà: tramite frammenti, mezze frasi, sguardi nostalgici. Ogni piccolo particolare contribuisce a regalare una visione più ampia del suo mondo interiore.
Durante la lettura ho avuto l'impressione di conoscerlo poco a poco, come se l'autore nel raccontare il suo personaggio stesse dipingendo un paesaggio prima soltanto abbozzato e poi impreziosito di dettagli, contribuendo ad aumentare il coinvolgimento durante la lettura. 

Albert ha vissuto tutta la sua vita nella solitudine: omosessuale in un'epoca in cui il suo orientamento era punibile con il carcere e oggetto di pesanti mortificazioni, anche a distanza di anni non riesce a liberarsi dal timore delle discriminazioni e del giudizio altrui. Pur essendo consapevole che i tempi siano cambiati, non riesce ad accettare la sua identita, tanto da arrivare a rifiutarla con fermezza per oltre cinquant'anni. Innegabile impatto ha avuto su di lui la disapprovazione della famiglia, in particolar modo quella del padre, che considerava la sua inclinazione orribile e vergognosa. 

"Ormai gli era chiaro che il padre gli aveva instillato una tale paura di quegli uomini da renderlo cieco di fronte a tutte le possibili somiglianze. Per decenni era stato così caparbio da ripetersi che la sua attrazione per gli uomini non costituiva parte integrante della sua natura. Si era convinto di non avere bisogno di elaborare una sua definizione dell'amore, né di doversi scegliere un'etichetta e di annunciarla al mondo intero. (...) Era fuori di dubbio che i suoi sentimenti avevano plasmato ciò che era, rappresentavano una grossa fetta della sua identità."

Albert si è totalmente chiuso al mondo esterno,  guardando tutti con malcelato disprezzo e invidia, sentimenti che lo hanno logorato nell'impossibile desiderio di un'esistenza basata sulla totale atarassia. 
Eppure cos'è la vita senza la presenza degli altri? 
Improvvisamente, a sessantacinque anni, Albert viene trafitto dalla consapevolezza che gli altri esseri umani possono avere un impatto su di lui e che lui può avere un impatto sulle loro vite, che basta aprire la sua anima anche solo un pochino perché anche gli altri aprano la propria. 
Che non è necessario che  sia un'ombra che passeggia non vista nel mondo, che non è invisibile, che può fare la differenza. 

Albert è il vero protagonista del romanzo, ma un altro personaggio importante incrocia la sua strada: Nicole, giovanissima madre single molto povera che studia duramente per realizzare il sogno di aprire un suo personale centro di bellezza e offrire alla sua bambina una vita migliore. Ha un nuovo ragazzo che la rende felice, ma ha paura di perderlo. Albert, dopo averla conosciuta, scopre in lei una persona gentile, dolce e piena di entusiasmo, e la invita a combattere per la sua relazione sicuramente difficile ma bella, perché lui stesso vorrebbe aver lottato di più per restare insieme al ragazzo che ha amato in gioventù. Nicole aiuta moltissimo Albert, spiegandogli come destreggiarsi con le tecnologie per cercare anche online l'amato George. 

Tra diversi punti di vista, salti temporali e lunghe parti introspettive, non ho trovato mai il testo noioso. Nella seconda parte è stato sicuramente più lento e dispersivo, ma probabilmente la mia impressione è stata anche dovuta all'impazienza di scoprire come sarebbe finita la storia. 

Inoltre durante la lettura sono stata colpita in modo particolare dalla componente fortemente positiva del libro: sebbene il protagonista abbia raggiunto l'età della pensione e abbia vissuto gran parte della sua vita in completa solitudine, facendosi bastare i felici ricordi adolescenziali e portando avanti una non vita fatta di finzione, non ho riscontrato una narrazione improntata al pessimismo. Semmai c'è malinconia, tristezza ma non amarezza, e un'ottica orientata verso il futuro, un futuro che può essere migliore, brillare di speranza. 

L'invito dell'autore al lettore è quello di accettare e rispettare gli altri ma anche di accettare e rispettare sé stessi: non solo se si ha un particolare orientamento sessuale, ma anche se si ha un certo carattere, una passione nascosta o se si teme di non poter piacere agli altri. Un'esortazione a non tarparsi mai le ali, a non limitarsi, a non nascondersi. 
Un invito bellissimo ma sicuramente difficile da accogliere, che se abbracciato avrebbe il potere di cambiare la vita di ciascuno. 
Forse nel finale il libro è eccessivamente ottimistico e fiabesco, ma non critico questo aspetto: non si leggono i libri anche per sognare? 

"Sforzarsi di essere una persona diverssa non ti renderà mai felice. Insomma, come fai a sapere che la gente non ti apprezza, se non ti mostri mai per come sei realmente?"

giovedì 23 giugno 2022

"Boys run the riot" di Keito Gaku


"Boys run the Riot" è un manga che si compone di quattro volumi, di cui recentemente è stato pubblicato il primo albo in Italia dalla casa editrice Starcomics, che lo ha proposto ai lettori in occasione del mese del pride visto che, tra le varie tematiche trattate, c'è anche quella transgender. 

Ryo è una ragazza adolescente che non è a suo agio con il proprio corpo: non le piace, perché sente di essere un ragazzo, prova attrazione nei confronti delle ragazze e vorrebbe che anche gli altri la vedessero per come si sente davvero e non per come appare. Inoltre, si riferisce sempre a sé stessa come ad un maschio.
I suoi atteggiamenti l'hanno spesso esposta a pesanti critiche, e il timore del giudizio altrui l'ha indotta spesso, dopo varie delusioni, ad isolarsi e nascondersi. 

Ryo ha una grande passione: ama i vestiti, che per lei sono un modo per esprimere sé stessa e la sua personalità, per mostrare la sua interiorità e vedere nello specchio un'immagine che la fa sentire fedele a sé stessa. Per questo, le piace consultare siti di vestiti e visitare negozi, costantemente alla ricerca di abiti che la facciano stare bene. 
Un giorno, nella sua classe arriva un nuovo studente:  un ragazzo ripetente, che indossa abiti strambi e non sembra mai preoccuparsi di ciò che gli altri dicono o pensano di lui. Si chiama Jin, e Ryo ne è subito incuriosita, perché in lui vede tutto ciò che lei non ha il coraggio di essere. Tuttavia i suoi compagni lo trovano un tipo strano, e Ryo non osa rivolgergli la parola, nel timore di essere per l'ennesima volta criticata. 
Tuttavia, per puro caso, lei e Jin un pomeriggio si incontrano in un negozio di vestiti,perché interessati alla stessa t-shirt. Ryo quel giorno non si ferma a parlare con lui, ma il mattino seguente, a scuola, il ragazzo la avvicina e le propone... di creare una linea di moda insieme a lui. Essendo stati attratti dalla stessa maglietta, il loro comune interesse secondo Jin non può che essere un inequivocabile segno del destino. 

A Ryo l'idea sembra assurda e di impossibile realizzazione, ma Jin fa sembrare tutto semplice, fattibile.
Ryo non gli crede, inoltre non si fida del suo carattere schietto e simpatico e, poiché non è abituata a persone gentili nei suoi confronti, tenta di scappare da lui, di allontanarlo. Ma Jin è un ragazzo diverso dagli altri, non la prende in giro e sembra volerle offrire una vera amicizia. Ryo riuscirà a dare una possibilità a lui e al suo strambo progetto? 

"Boys run the riot" è un manga che ho ricevuto dalla Starcomics a sorpresa, e mi ha colpito dalla prima pagina. Non solo per la trama, ma anche per i disegni. Le tavole sono di grande impatto visivo, con intensi contrasti bianchi e neri. L'autore ha riservato una grande attenzione ai dettagli, sia dei volti che degli scenari. Ho apprezzato inoltre le grandi dimensioni dell'albo e i caratteri di facile leggibilità hanno reso particolarmente piacevole e scorrevole la lettura. 

La storia narrata si concentra molto sulla narrazione introspettiva dei vari personaggi, soffermandosi sugli elementi importanti nella vita degli adolescenti. 
I vestiti sono una componente essenziale nella vita di tutti i giorni e sono elementi che concorrono a determinare l'identità di una persona. Contribuiscono, infatti, a costruire l'immagine che ciascuno desidera trasmettere, sia  agli altri che  a sé stessi. 

L'idea di fondare un brand infatti non è una semplice iniziativa imprenditoriale, bensì un modo per i due ragazzi di lavorare insieme ad un progetto e impegnarsi per proporre al mondo il prodotto della loro creatività.


Jin non è solo pieno di idee, ma è anche un personaggio forte e coraggioso: non si vergogna mai di nulla, si offre agli altri e al mondo senza temere il giudizio altrui, è sicuro di sé e non ha paura di dire ciò che pensa o di parlare delle sue passioni. Essendo profondamente convinto che chi non si vergogna di nulla è padrone del mondo, non riesce proprio a capire la timidissima Ryo, che si nasconde dal suo guscio ed è sicura che nessuno possa capirla. 
Jin non è della stessa idea: si rende conto che è lei molto diversa da lui, ma è convinto di poterci provare se anche Ryo fa uno sforzo e gli spiega come si sente. 

L'amicizia è necessaria nella vita di ciascuno, e anche Ryo ha bisogno di qualche amico che la accompagni nel suo cammino. Il fumetto non si concentra solo sull'amicizia, ma anche sull'autodeterminazione di sé stessi e sulla capacità di non arrendersi e non lasciarsi abbattere dai pregiudizi e dalle cattiverie altrui.

Questo viaggio alla scoperta di sé è un viaggio fatto in compagnia dei coetanei.
Le figure degli adulti non sono particolarmente delineate in questo primo volume, tuttavia ho apprezzato molto il personaggio di Hinata, la professoressa di Ryo: una giovane insegnante che crede nel suo lavoro e che si sente responsabile se i suoi studenti non percepiscono la scuola come un ambiente sano. Si sforza per raggiungerli e avvicinarsi a loro, cercando di comprenderli e di capire cosa si nasconde dietro i comportamenti più strani, spronandoli a trovare un modo per esprimere la propria voce. 


Anche grazie al suo incoraggiamento Ryo trova il coraggio di accettare la proposta di Jin, accogliendola come un modo per impiegare il suo tempo in un'attività costruttiva e interessante, che le permette di esprimere le sue idee e la sua creatività, ispirando anche gli altri giovani come lei che vivono nell'ombra, soffocati dalla paura che le loro passioni vengano giudicate negativamente dai coetanei. 

"Boys run the riot" è un manga carinissimo, che parla di adolescenza con delicatezza e impatto, riuscendo a raccontare il disagio di un'età in cui si è in cerca di risposte e della propria identità, in lotta contro un mondo che si dichiara aperto e libero ma che in realtà  vorrebbe imporre a chiunque cosa essere e cosa non essere, ed è ancora ricco di stereotipi da abbattere. 

Ma soprattutto, insegna che evitare il giudizio altrui è impossibile, e che l'unico modo per vivere una vita felice e appagante è seguire i propri desideri, ignorando le opinioni di chi osserva da un punto di vista esterno, senza conoscere l'anima e le intime ragioni del cuore della persona che vorrebbero distruggere. 

Il titolo del manga, che sarà il nome del brand di Ryo e Jin, "Boys run the riot" significa "i ragazzi guidano la rivolta" e riassume l'intero senso della storia: la vera rivoluzione che ciascuno nel suo piccolo può fare è non vergognarsi mai della propria identità, e del proprio personale modo di inseguire l'autorealizzazione e la felicità. 

sabato 18 giugno 2022

"All about ocean Blue": un altro romantico manga di Nagisa Furuya


Lo scorso anno ho letto e apprezzato la dilogia manga "Blue Summer", raccolta nel Blue Summer Box di Nagisa Furuya -di cui vi ho parlato qui - quindi ero molto curiosa di leggere "All about Ocean Blue", un volume unico che precede la dilogia, proponendosi come una storia autonoma ma in cui si ravvisano già i temi che l'autrice avrebbe trattato in seguito in maniera più approfondita.

L'arte della mangaka colpisce perché riesce a descrivere i sentimenti con delicatezza e sensibilità, qualità che la contraddistinguono e che è raro trovare nelle storie d'amore contemporanee.

La storia narrata si concentra sul sentimento romantico che sboccia fra due adolescenti, che si stanno affacciando sul mondo e sulla vita.

Kai è infatuato del compagno Ren. Il suo è un amore che, disperato come tutti i sentimenti dei giovani, non conosce mezze misure, è estremo e brucia come un segreto nel suo cuore, difficile da ammettere persino con sé stesso. Un segreto per Kai imbarazzante perché è innamorato di un altro ragazzo, doloroso perché teme che il proprio interesse possa essere solo unilaterale.

Kai e Ren sono sempre stati molto affettuosi l'uno con l'altro, in un modo che di solito è inusuale per due ragazzi e sul quale hanno sempre scherzato, fra di loro e davanti agli amici.
Eppure, a un certo punto, per Kai l'intera situazione ha smesso di essere uno scherzo per trasformarsi in qualcosa di dolorosamente concreto: una realtà in cui ogni carezza è acuminata come un coltello, ogni sguardo è un inganno, un modo per ricordargli tutto quello che desidera e che è sicuro di non poter mai avere. 
A Ren infatti piacciono le ragazze, e per lui i loro abbracci non sono altro che un modo per scherzare.
Così, Kai si trova in bilico tra il desiderio che quel gioco non smetta mai e la consapevolezza che sarebbe meglio invece allontanarsi da Ren e non pensare più a lui, per il suo bene.
Eppure, anche quando Kai tenta di allontanarsi da Ren, quest'ultimo non sembra disposto a lasciarlo andare così facilmente. Kai è piuttosto sicuro che Ren abbia intuito i suoi sentimenti, ma allora perché non si rende conto che la sua vicinanza lo illude e lo fa soltanto soffrire?

Kai e Ren sono due personaggi che si completano: uno è estroverso e gentile, l'altro è brusco e scontroso, spesso arrogante. Eppure due personalità tanto diverse hanno trovato un equilibrio, in bilico sul filo sottile teso fra amicizia e amore, equilibrio che dopo anni minaccia di frantumarsi, ponendo entrambi dinanzi al tangibile timore che, di  qualsiasi natura sia il legame che si unisce, possa finire. 

E allora diventa necessario per entambi capire cosa provano, cosa desiderano l'uno dall'altro, cosa si aspettano da questo rapporto, prima che venga spazzato via dal tempo che corre, distrutto dal tritacarne spietato della vita.

"All about ocean blue" è un manga che mi ha fatto desiderare che le tavole fossero a colori: avrei voluto vedere l'azzurro di quel cielo terso che i personaggi descrivono e contemplano, quella sfumatura che avvolge le vicende narrate e le fa brillare come scintille al sole.
Il tratto pulito di Nagisa Furuya rende le vignette nitide e aggraziate, piacevoli da guardare. Sono poco presenti i chiaroscuri con molto contrasto: viene data prevalenza ad una poetica scala di grigi che trasmette una sensazione di ariosa leggerezza.

Questo volumetto autoconclusivo è uno di quei manga ammantati di nostalgia da leggere d'un fiato, che fa ricordare ai lettori la giovinezza: quel tempo misterioso e magico in cui l'amore si presenta come il più atroce dei dolori o la più salvifica delle benedizioni, un periodo che, anche se lascia ferite, assume sempre un sapore dolce nella memoria. 

giovedì 16 giugno 2022

"Escher: mondi impossibili"


"I mondi impossibili di Escher" è un'opera a fumetti pubblicata dalla casa editrice Tunué, scritta e disegnata da Lorenzo Coltellacci e Andrés Abius, dedicata appunto a Maurits Cornelis Escher, il noto artista olandese, famoso per i suoi dipinti estremi e bizzarri.
Gli autori intendevano scrivere una biografia, che però non si riducesse ad una sterile ricostruzione di date e luoghi, ma che si rivelasse un racconto vivo, capace di ripercorrere gli eventi salienti della sua esistenza ed ipotizzando l'impatto emotivo degli importanti eventi storici a lui contemporanei. 
Nonostante fossero privi di corposo materiale sulla sua vita, hanno ricercato tutto ciò che era possibile trovare. 

Il protagonista - un giovane poco volenteroso e non molto studioso - intraprende un bizzarro viaggio, guidato da un personaggio dalla forma umanoide, privo di spessore e di volto, tanto saggio quanto misterioso, tra passato e presente nella vita di Escher, sin dalla giovane età, seguendone i momenti più importanti: la decisione difficile di intraprendere una vita dedita all'arte, scelta rischiosa e potenzialmente poco remunerativa; l'incontro con l'amata moglie; la ferma presa di posizione contro il fascismo e gli insuccessi. In particolare la storia si sofferma sulle epifanie dell'autore, gli istanti di ispirazione che hanno indotto Escher alla svolta decisiva nella sua arte, ossia al desiderio di raffigurare, nelle sue opere, "mondi impossibili": prospettive nuove e ardite, argute interpretazioni della realtà, universi immaginari e stranissimi, che nascono da drastici cambi di vedute.

L'idea degli autori è nata innanzitutto da una passione personale nei confronti di un autore così particolare e originale, che ha influenzato e continua a suggestionare artisti contemporanei, anche se pochi conoscono l'uomo, la sua esperienza di vita dietro le opere. Da dove si è originata la lucida follia di Escher, da dove nascono le suggestive forme e le contorte figure, che sembrano emergere da una realtà altra, parallela alla nostra, che riesce a leggere e tradurre il mondo contemporaneo in cui viviamo? Questo è stato l'oggetto della ricerca degli autori: analizzare l'uomo dietro il genio, la storia dietro l'arte. Un'indagine intima e attenta, che avviene tramite l'esplorazione dei dipinti di Escher con tavole suggestive che offrono ai lettori una visione inedita dell'arte e della sua interpretazione. 

"Mondi impossibili" è un viaggio che, in poco più di cento pagine, esplora l'universo complesso di un uomo che ha fatto della sua vita una ricerca continua dell'ispirazione artistica. 
Ma è anche una riflessione sull'estro, l'ispirazione e la figura dell'artista: colui che riesce a intravedere l'immagine del futuro quando è ancora nebuloso, che riesce a scorgere la sagoma da scolpire in un blocco di marmo, figure inesistenti in uno spazio vuoto e l'opera riesce a trasmettere la sua immensa potenza immaginativa e creativa, capace di regalarci nuovi mondi, mondi impossibili, nati dal caos, accessibili e decifrabili solo da lui. 

lunedì 13 giugno 2022

"Io sono Persefone" di Daniele Coluzzi


"Io sono Persefone" è un romanzo di Daniele Coluzzi, professore di Lettere in un liceo di Roma, volto noto sui social dove numerosi followers seguono la sua attività di divulgatore di storia, letteratura e mitologia, argomento su cui ha scritto la sua opera.
In particolare  si è concentrato non su un retelling, bensì sulla narrazione del mito di Persefone dall'inedito punto di vista della giovanissima dea.

"Io sono Persefone" è un libro per ragazzi che racconta infatti in prima persona la storia della divina Core, strappata dal suo mondo, dall'amata madre e dalle amiche, da Ade, sovrano del mondo dei morti, il quale la rapisce per farne la sua sposa, dandole un nuovo nome, Persefone, e offrendole il suo regno come regalo di nozze.
Tuttavia Core non vuole essere Persefone, desidera tornare sulla terra, e fa di tutto pur di trovare uno stratagemma che le consenta di tornare alla sua vita precedente. Ma ci riuscirà? 

Lo scopo del romanzo è chiaro: l'autore vorrebbe lodare il coraggio di una ragazza che smette di essere bambina e trova la forza di essere donna, emancipandosi da tutti coloro che cercano di controllarla. Tuttavia alcuni elementi non risultano ben riusciti, in particolar modo si nota l'inadeguatezza di un narratore maschile nel raccontare la storia di una ragazza rapita e vittima della violenza di un uomo arrogante e prepotente.

Argomento chiave è il destino: i vari personaggi che Core incontra cercano di convincerla che il destino scelto per lei da sua madre, ossia quello di essere una dea vergine, sia sbagliato. Ma Core ha solo sedici anni, e quindi non risulta così anormale che sia la madre a indirizzarla nelle sue scelte: se fosse diventata adulta restando nel suo mondo e non fosse stata rapita, sicuramente avrebbe preso da sola le decisioni riguardo al tipo di vita che intendeva condurre e al genere di dea che intendeva diventare. Inoltre non vengono spiegate le cause dell'avversione di Demetra nei confronti degli uomini, nello specifico viene omessa la torbida vicenda della nascita di Core, figlia di una violenza perpetrata da Zeus a danno di Demetra, che aveva cercato di sfuggirgli in ogni modo. Dopo un evento simile, e considerando che tutta la storia della mitologia è piena di personaggi maschili dalla morale discutibile, risulta forse tanto assurdo che Demetra non fosse particolarmente desiderosa di vedere sua figlia affiancata da un uomo che avrebbe potuto renderla infelice e farla soffrire?
Sì, forse era stata affrettata nell'orientarla verso la strada da lei scelta. Ma perché non fare neppure un accenno ai timori di un'affettuosa madre che desidera soltanto proteggere sua figlia? Eppure nella narrativa contemporanea si cerca ogni giustificazione possibile persino per i comportamenti dei personaggi più abietti.

Ade, il dio degli inferi che rapisce Core, ammette di averla contemplata di nascosto molte volte, e Core scopre che la sua passione amorosa è stata indotta da una delle frecce di Eros: con questo l'autore sembra tentare di giustificare il rapimento, facendo apparire la figura del dio in una luce positiva.
Quando Core si mostra indignata per il suo riprorevole comportamento, Ade si scusa  dichiarando di aver provato a chiedere gentilmente la sua mano a Demetra, che l'ha rifiutata, e a quel punto di averla chiesta a Zeus, il quale, quasi dimentico dell'esistenza di sua figlia, gli aveva concesso di farla sua senza problemi.
Eppure, se Ade si dichiara così rispettoso della volontà di Core, perché non poteva chiedere direttamente a lei? Il dio degli inferi si impone nella vita di Core presentandosi a lei addirittura come una benedizione, come se le offrisse generosamente l'opportunità di una vita diversa, di renderla la potente regina degli inferi.

Invece di esaltare Ade come figura positiva e quasi salvifica, che ha strappato Core dalle grinfie di una madre oppressiva, sarebbe stata preferibile un'analisi più approfondita dei personaggi e del rapporto madre figlia, un rapporto che era idilliaco prima che gli altri lo mettessero in discussione, facendolo apparire agli occhi di Core come sbagliato e poco sano, in confronto al quale sembra invece apparire normale un rapimento che l'ha portata lontano da casa contro la sua volontà.

Cercare di dipingere in una luce diversa il personaggio di Ade e l'intera storia di Core è un tentativo mal riuscito di attualizzare personaggi ed un contesto assolutamente impossibili da decontestualizzare: non c'è nessuna angolazione narrativa possibile che cambi la vicenda, ponendo Persefone nella condizione di essere una protagonista consapevole che si autodetermina e non una vittima. Ancora troppo giovane per decidere, viene strappata alle cure della madre ritrovandosi in balia di persone che vogliono solo condizionarla ulteriormente e finiscono col confonderla.

Core non emerge come una protagonista forte e coraggiosa, piuttosto come una ragazza spaventata e poco convinta di ogni sua decisione, che si lascia facilmente persuadere dai suoi interlocutori.

Anche dal punto di vista mitologico si discosta dalla storia del mito originale perché omette parti importanti che impediscono, a chi non conosce tutta la storia, di comprenderne appieno le sfaccettature.

"Io sono Persefone" è un romanzo scritto con uno stile  semplice, sicuramente adatta ai lettori più giovani che tuttavia non riesce a rendere incalzante la storia, la quale risulta estremamente lenta e statica, dal momento che, dopo il rapimento di Core, non ci sono eventi significativi. Persino il finale appare affrettato e incoerente con quanto narrato fino a quel momento, lasciando il lettore un pò spiazzato.

L'idea è sicuramente molto carina, ma non del tutto riuscita: sicuramente non lo consiglio agli appassionati di mitologia e a chi si aspetta un retelling in chiave contemporanea della storia di Persefone. 

domenica 5 giugno 2022

"Piccoli favori" di Erin Craig


"Fa' attenzione a quello che dici nel buio della notte, Ellerie Downing, o prometterai qualcosa di cui potresti pentirti."

"Piccoli Favori" è un romanzo pubblicato recentemente dalla casa editrice Fanucci, ultima opera di Erin Craig, già autrice dell'apprezzatissimo "La casa di sale e lacrime". 
Anche per questo secondo romanzo, l'autrice ha scelto di riscrivere una fiaba, per la precisione quella di Tremotino, sebbene la storia del romanzo si discosti moltissimo dalla fiaba originale. 

In un non precisato villaggio vive una tranquilla comunità, in una situazione di serenità e mutuo aiuto, in cui regna un rigido perbenismo moralista. Tutti gli abitanti sembrano vivere in pace gli uni con gli altri, ma in realtà dietro un clima apparentemente disteso si nascondono segrete tensioni che improvvisamente iniziano ad esplodere in aggressioni e atti criminosi, mai verificati prima. 
Mentre il villaggio entra in una spirale di violenza sempre più orribile, la colpa di tutto viene attribuita a creature mostruose, presenze che si nascondono nei boschi che circondano il piccolo paesino, impedendo spedizioni all'esterno, costringendo la popolazione alla fame e alla totale perdita delle risorse. 
Ellerie, la giovane figlia maggiore di un apicoltore, si rende conto delle stranezze che avvengono nel suo paesino, ma non sa come cambiare le cose, come far tornare la pace. Eppure, forse anche lei si macchierà di un orribile crimine... In un intreccio di illusione e terrore, distinguere realtà e immaginazione diventerà sempre più difficile, e rischierà di portare tutti gli abitanti sull'orlo della follia... 

Punto forte del romanzo è Ellerie, narratrice in prima persona e protagonista dal carattere fortissimo, determinata e coraggiosa, ben lontana dalle classiche protagoniste young adult. Sono rimasta particolarmente e favorevolmente colpita dalla sua maturità, dalla sua voglia di fare e dalla lucidità che mantiene in ogni situazione. Nonostante si innamori di Wittaker, questo sentimento non la rende mai cieca o vulnerabile, ma assume la forma di un tenero affetto che sovrasta i suoi desideri e le sue passioni. 

Altro personaggio importante è Sam, il fratello di Ellerie: quanto lei è altruista, lui è egoista; quanto lei è gentile e coraggiosa, lui è codardo e arrogante. 
Ellerie e Sam sono gemelli, e si presentano come due facce di una medaglia perfettamente speculari. L'affetto che li lega sembra non riuscire a vincere le incomprensioni che li dividono. 

Wittaker, il forestiero di cui si innamora Ellerie, chiaramente ricambiata, è un personaggio particolare. Ancora una volta, il personaggio maschile scardina il cliché dello straniero bello e sfacciato, per proporre un giovane gentile ed educato. Ma stavolta è ammantato di mistero, ambiguo e forse negativo, e non sarà facile per Ellerie capire quali siano le sue vere intenzioni. 

L'atmosfera della storia è intensa e suggestiva, capace di trascinare il lettore in un mondo claustrofobico e soffocante, riuscendo a trasmettere immagini vivide, talvolta luminose talvolta carattirizzate da cupa grandiosità.
 Rispetto al precedente romanzo, sono presenti parti più cruente e impressionanti, di cui alcune scene fortemente splatter. 
Lo stile dell'autrice risulta sempre coinvolgente e accattivante, grazie ad una prosa ricca ma mai pedante, e a sapienti stratagemmi letterari quali efficaci esordi in ogni capitolo e chiusure sempre ricche di suspance. 

La storia d'amore fra i protagonisti, costruita con pochi elementi, risulta come un disegno a matita realizzato con pochi tratti: un elemento abbozzato ma non definito, impreciso, tutto da costruire e piuttosto prevedibile. Ammetto che avrei preferito un maggiore sviluppo della relazione tra i protagonisti. 

Questo romanzo, nonostante non mi abbia entusiasmata come "La casa di sale e lacrime", è un'opera affascinante che ha il sapore gotico di un'antica e spaventosa fiaba, capace di accattivare fino all'esplosivo finale.

"I nomi hanno un potere, non credi? Una volta che hai rivelato il tuo nome non puoi fare a meno di obbedire a chiunque lo conosca."