venerdì 20 marzo 2020

"Dominion" di Alice Twiss






"Più pensava a tutto quanto, più Josh si sentiva lontano dal mondo normale e dalla quotidianità a cui era abituato. Si sentiva un po' come a bordo di un treno che viaggiava ad una velocità elevatissima e che non faceva nessuna fermata: lui voleva scendere, ma gli era impedito."


𝔉𝔦𝔤𝔩𝔦𝔬 𝔡𝔢𝔩 𝔣𝔲𝔬𝔠𝔬 è il primo capitolo della saga fantasy 
𝔇𝔬𝔪𝔦𝔫𝔦𝔬𝔫, romanzo edito da @genesispublishing nel 2018, scritto dalla giovanissima Alice Twiss. 
Josh, un diciottenne newyorkese appassionato di parkour, è devastato dal dolore da quando ha perso il padre, a causa di un incidente d'auto. La sua vita già turbata viene ulteriormente sconvolta dall'incontro con lo sconosciuto zio Alan, il fratello di suo padre, proveniente da un altro mondo del quale Josh ignorava l'esistenza ma in cui è destinato a recarsi, e dove dovrà assumere il pieno controllo dei poteri  sopiti dentro di lui, che possiede in quanto erede dell'ultimo dominatore del fuoco. 
Josh, che non immaginava un futuro simile, deve abbandonare la sua vita precedente e seguire lo zio e la cugina nel loro regno, dove dovrà cercare di ripristinare la pace perduta e spodestare l'attuale tiranno. 
Lo sforzo che gli viene richiesto è enorme: da un giorno all'altro deve imparare a combattere e dominare la magia. E non c'è nessuno che sembri credere in lui...



Alice Twiss ha uno stile scorrevole e coinvolgente. La sua prosa attenta e curata, sorprendente per la giovane età, è matura ed intrigante. 
Le descrizioni creano atmosfere intense e disegnano paesaggi in cui si ha l'impressione di trovarsi sul serio. 
La narrazione mischia frizzante sarcasmo ed una lirica epica in questo romanzo d'avventura, che possiede il ritmo incalzante di un film Marvel e l'incisività di un fumetto d'azione. 
Ogni scena si mostra vivida al lettore, che si ritrova catapultato nel mondo di Alzavetra insieme al protagonista,
Josh, un personaggio che porta con sé l'innata rabbia adolescenziale e un tagliente sarcasmo.
I dialoghi, ben costruiti, danno vita a personaggi reali, come il severo zio Alan e l'irritante cugina, la sola in grado di tenere testa a Josh. 
Con una scrittura magistrale che segue le orme di autrici come Michelle Paver e Licia Troisi, Alice Twiss con Dominion ci regala un romanzo unico, un capolavoro che si presenta come un autentico gioiello per ogni amante del fantasy. 



"Diario di uno sfigato innamorato" di Jake Wizner



"Ogni adolescenza coincide con la guerra; che sia vinta, che sia persa; che sia falsa, che sia vera". Era la frase di una canzone che ascoltavo quando ero alle superiori. Mi è tornata in mente leggendo questo libro, che narra le vicende tragicomiche di un diciassettenne nerd e impopolare alle prese con i bizzarri genitori, un fratello minore popolarissimo e un paio di amici strambi e sboccati. 
Avere diciassette anni è un'esperienza traumatica per ogni adolescente, ma diventa sicuramente una tragedia con un nome come Shakespeare Shapiro, che ha sempre provocato risatine e prese in giro. 
Shakespeare vorrebbe solo essere un ragazzo come tanti altri, si domanda perché ogni cosa sembri cospirare contro di lui, inducendolo sempre a ritrovarsi in catastrofici guai e a fare improbabili figuracce. 
Non riuscendo ad essere come i suoi coetanei, decide di dare sfogo alla propria personalità attraverso la scrittura.
Fin da subito decide di non filtrare niente, senza cercare di apparire migliore, ma sforzandosi di descrivere sé stesso. 
Scopre di avere talento, e inizia a scrivere una serie di racconti sulla sua vita per la biografia che deve consegnare entro fine anno come compito di scrittura creativa. 
Ripercorre gli episodi più umilianti della sua vita, soffermandosi sugli imbarazzanti parenti, ottenendo un testo ai limiti del surreale. 



Ho letto questo romanzo qualche tempo fa perché avevo bisogno di una lettura leggera che mi facesse ridere e, nonostante il libro diventi a tratti un po' volgare, cosa che non mi è piaciuta molto, il testo non diventa mai veramente osceno.
"Diario di uno sfigato innamorato" è un libro originale e divertente. 
La voce del protagonsita, scanzonata e ironica, analizza il microcosmo che lo circonda con spietato sarcasmo, cercando un modo per sopravvivere - e non soccombere - all'adolescenza. 
Shakespeare scoprirà che la vita può inoltrarsi in strade inattese. E, anche quando sembra che nulla vada per il verso giusto, si può scrivere la propria fiaba, con un personale lieto fine.