mercoledì 29 ottobre 2025

La trilogia del Sole Nero di C.S. Friedman




Fanucci Editore ha intrapreso negli ultimi anni un meritorio progetto di recupero dei grandi cicli fantasy e fantascientifici degli anni ’90, e la pubblicazione della

Trilogia del Sole Nero di C. S. Friedman (titolo originale The Coldfire Trilogy) ne è uno degli esempi più riusciti.
L’edizione in formato flessibile si distingue per la cura editoriale: la copertina illustrata da artisti contemporanei italiani riesce a evocare perfettamente l’atmosfera del romanzo — oscura, crepuscolare, intrisa di potere e ambiguità. La qualità di stampa è ottima, con un carattere leggibile, carta avorio di buona grammatura e un’impaginazione pulita, che rende piacevole la lettura.

Il formato flessibile rappresenta un equilibrio riuscito tra edizione economica e volume da collezione: maneggevole ma solido, con una resa grafica superiore alla media delle collane di genere.

La saga è ambientata sul pianeta Erna, colonizzato da umani provenienti dalla Terra più di un millennio prima degli eventi narrati. In quel mondo alieno esiste una forza misteriosa, il fae, un’energia primordiale e psichica che risponde ai pensieri, alle paure e ai desideri degli esseri viventi, trasformandoli in realtà tangibile. È una forza tanto affascinante quanto pericolosa: il sogno e l’incubo possono assumere forma materiale, e il confine tra il reale e l’immaginato si dissolve in un perpetuo crepuscolo.
Nel primo volume, Il cavaliere del sole nero, seguiamo Damien Vryce, sacerdote e guerriero dell’Ordine, giunto su Erna per portare la fede e la ragione in un mondo che sembra rigettare ogni certezza umana. Al suo fianco si muovono due figure importanti: Gerald Tarrant, l’enigmatico stregone immortale, signore del fae oscuro, e Ciani, una studiosa che cela un passato doloroso. I tre intraprendono un viaggio per fronteggiare una minaccia che trascende il naturale — una creatura scaturita dal fae stesso, capace di sovvertire l’ordine del mondo.
Nel secondo volume, L’oceano del sole nero, Friedman amplia l’universo narrativo: Damien e Tarrant, legati da un’alleanza tanto necessaria quanto moralmente ambigua, devono attraversare territori ignoti per affrontare un potere più antico e devastante. Il viaggio li conduce verso i confini del continente e oltre, in un confronto sempre più interiore e simbolico, in cui il tema del bene e del male si dissolve in sfumature di compromesso e sacrificio.


La forza della saga risiede nell’ibridazione dei generi: Friedman unisce elementi di fantascienza coloniale -la presenza di un pianeta alieno e di antiche tecnologie umane dimenticate- con la struttura e l’estetica del dark fantasy gotico. Il risultato è un mondo complesso, coerente, pervaso da una tensione costante tra razionalità e mito.
Nel primo volume, la trama segue un andamento quasi classico: il viaggio dell’eroe, la missione, la scoperta. Ma Friedman inserisce continuamente fratture e ambiguità. Damien è un prete di profonda fede, ma la sua fede è messa in crisi dal contatto con un universo dove la spiritualità ha un effetto fisico e distruttivo. Gerald Tarrant, invece, è l’antieroe per eccellenza: un uomo che ha abbracciato la dannazione per ottenere potere, ma che conserva una lucidità e un carisma quasi tragici. La loro dinamica – collaborazione, repulsione, rispetto – è il cuore pulsante della serie.
Nel secondo volume, la struttura si fa più ampia e meditativa. Friedman abbandona l’epicità lineare del primo libro per un racconto più introspecttivo e filosofico, in cui il viaggio diventa esplorazione del senso stesso del male. L’intreccio si arricchisce di visioni, riflessioni teologiche e momenti di pura tensione.

I personaggi di Friedman sono scolpiti con notevole profondità psicologica. Damien Vryce è l’uomo della fede costretto a muoversi in un mondo che smentisce ogni dogma; la sua evoluzione ricorda certi eroi di Ursula K. Le Guin, combattuti tra dovere e conoscenza.
Gerald Tarrant è invece una delle figure più affascinanti del fantasy moderno: un vampiro metaforico, raffinato, spietato eppure coerente con un proprio codice morale. È un personaggio che incarna la contraddizione stessa del potere e della redenzione.
Ciani, nella sua fragilità e nella sua ostinazione, rappresenta la componente umana che equilibra la tensione tra i due poli maschili: scienza e magia, luce e ombra.
Nel secondo volume, la psicologia si fa ancora più sottile. Damien e Tarrant evolvono in un rapporto di rispetto e dipendenza reciproca, e Friedman esplora la possibilità di una cooperazione etica tra fede e empietà, tema raro e potentissimo nel fantasy. I personaggi secondari — mercenari, nobili decaduti, entità del fae — contribuiscono a rendere Erna un mondo vivo e moralmente stratificato.

Lo stile di C. S. Friedman è ricco, colto, ma sempre funzionale alla tensione narrativa. La sua prosa alterna descrizioni poetiche a dialoghi serrati, con un lessico che mescola termini religiosi, scientifici e magici in modo sorprendentemente armonioso.
L’autrice scrive con una sensibilità più vicina alla letteratura “alta” che alla narrativa di consumo: non cede mai al didascalico, e spesso affida al non detto e alla suggestione il compito di evocare orrore o meraviglia.
La traduzione italiana di Francesca Noto restituisce molto bene questo equilibrio, conservando la musicalità originale e l’intensità filosofica del testo.
L’atmosfera è costantemente crepuscolare e ambigua, dominata da immagini di luce e ombra, da simbolismi religiosi e da un tono quasi lirico che la avvicina più a una tragedia metafisica che a un’avventura eroica. Friedman scrive un fantasy “adulto”, in cui la magia è allegoria della coscienza umana e la fede diventa un atto di resistenza contro il caos.

Con Il cavaliere del sole nero e L’oceano del sole nero, C. S. Friedman costruisce una delle saghe più originali del fantasy contemporaneo.
L’edizione Fanucci rende giustizia a un capolavoro del dark fantasy, presentandolo in una veste editoriale curata e accessibile. È una lettura impegnativa, ma profondamente appagante: una riflessione sul potere, sulla fede e sulla necessità di convivere con l’ombra per riconoscere la luce.



venerdì 24 ottobre 2025

"Hacker" di Christian Hill


"Hacker" racconta la storia di Raffaele, un ragazzo comune che, per impressionare la ragazza che gli piace, apre un account su Scribo, un’app di scrittura, e pubblica un racconto molto mediocre. Ma quando decide di abbandonare la sua “carriera” da scrittore, sul suo profilo iniziano a comparie ogni giorno racconti distopici inquietanti e misteriosi. Chi è a pubblicarli? Un hacker si è infiltrato nel suo account? Perché?Mentre Raffaele si destreggia tra compiti scolastici e il progetto ambizioso di creare un modello di linguaggio AI per “riportare in vita” un amico defunto, il mistero si infittisce.


La storia unisce elementi di vita quotidiana con un alone di mistero e tecnologia. La narrazione cresce di tensione pagina dopo pagina, facendosi sempre più misteriosa, mantenendo viva la curiosità su chi si cela dietro i racconti pubblicati e quale sia il loro scopo. 

Lo stile è semplice e diretto, perfetto per catturare l’attenzione di un pubblico giovane e contemporaneo. 


Raffaele è un protagonista credibile e ben caratterizzato, con le sue insicurezze e passioni, che lo rendono facilmente riconoscibile. Anche i personaggi secondari, come la ragazza di cui è innamorato e il suo amico defunto, aggiungono profondità alla storia. Tramite le situazioni proposte, vengono approfonditi temi attuali come la presenza invadente della tecnologia nelle nostre vite, la costruzione dell'identità e il desiderio di connessione con l'altro.

Inserito nella collana Dark de Il Battello a Vapore, questo libro è una lettura perfetta per Halloween, grazie all’atmosfera leggermente oscura che lo caratterizza.