lunedì 14 settembre 2020

"Il mare senza stelle" di Erin Morgenstern

Una volta, tanto, tanto, tanto tempo fa, Tempo si innamorò di Fato…”


Con "Il mare senza stelle" Ritorna sul panorama letterario mondiale Erin Morgenstern, l’autrice che ha fatto sognare milioni di lettori con l’amore impossibile di Marco e Celia, nel suo libro d’esordio “Il circo della notte”. Chi mi segue sa che l'ho amato moltissimo, potete leggere la recensione cliccando qui. 

Fiumi di parole sono stati spesi per tentare di descrivere un libro  complesso e indefinibile come "Il circo della notte", e questo nuovo romanzo si rivela addirittura più affascinante del precedente. 
Un romanzo inebriante come un buon vino, nel quale ogni elemento è metaforico. Un racconto lungo e coinvolgente, che ha la dolcezza viscosa del miele ed è inafferrabile come un sogno che si dilegua al sopraggiungere della veglia. 

La prosa sognante, fragile e perfetta come una ragnatela, è costituita da segmenti che compongono un disegno immenso e articolato. Ogni parola è come un arabesco, un fiore che sboccia sulla carta, dando vita a pagine che risultano vive. 
La prosa imita un po’ le onde del mare, alternando differenti ritmi di narrazione: paratassi e ipotassi, linguaggio moderno e quello fiabesco delle antiche narrazioni favolistiche. 
Il passaggio è così repentino da scombussolare il lettore, stordirlo, avvincendolo in uno spettacolo pirotecnico di storie e personaggi dal quale non desidererà distogliere lo sguardo.



Grazie ad un libro misterioso il giovane Zachary Ezra Rowlings, studente universitario che intende laurearsi in Nuovi Media, particolarmente appassionato di videogiochi, apprende dell’esistenza di un luogo magico, culla leggendaria di ogni storia mai scritta, inventata, pensata o narrata: il mare senza stelle. 
Il libro, una lettura scelta per caso come distrazione nella biblioteca dell’università, contiene alcuni bizzarri racconti, apparentemente scollegati tra loro. Eppure nelle prime pagine è riportato, nei minimi dettagli, un episodio della sua infanzia, che dovrebbe essere noto solo a lui. Quando aveva circa nove anni, dinanzi al negozio di sua madre, qualcuno aveva dipinto un murale particolarmente realistico, raffigurante una porta con dei simboli bizzarri: un’ape, una spada e una chiave. Inizialmente desideroso di provare ad aprire quella porta che sembrava così vera, emersa direttamente da un desiderio di evasione e avventura inespresso a voce alta ed udito solo dal destino, scelse di non provare neanche ad avvicinarsi, sentendosi sciocco anche solo per averlo pensato. Il mattino dopo la porta non c'era più, il muro di fronte al negozio completamente riverniciato. Come se non ci fosse mai stata.


"In quell’istante significativo, se il bambino gira il pomello dipinto e apre quell’incredibile porta, tutto cambierà.
Ma lui non lo fa.
Al contrario, infila le mani nelle tasche.
Una parte di lui decide che si sta comportando da bambinetto e che è troppo grande per aspettarsi che la vita vera sia come i libri. Un’altra parte decide che se non ci prova non rimarrà deluso e continuerà a credere che la porta possa aprirsi anche se è soltanto finta.
Resta fermo, con le mani in tasca, e osserva la porta ancora per un istante prima di allontanarsi."



Negli anni a venire, Zachary si era domandato più volte se avesse solamente sognato quella porta, o se invece, per qualche strano scherzo del destino, fosse reale. Aveva sempre pensato ad essa come ad un’opportunità mancata, una scelta non compiuta, che non gli si sarebbe mai più ripresentata, nella vita. 
Eppure, il libro gli racconta una versione differente: può ancora trovare quella porta ed entrarvi. 

"E così, il figlio della veggente non trova la sua strada verso il Mare Senza Stelle.
Non ancora."

Quella storia non è completamente conclusa, esistono tanti modi per ritrovare la strada che il destino ha disegnato.
Zachary, ossessionato da quel libro che sembra destinato proprio a lui, inizia una personale indagine per scoprire l’origine del volume. Non riesce a rintracciarne la provenienza ma, dopo varie ricerche, trova online la foto di una donna, scattata ad un ballo letterario che indossa una collana con gli stessi simboli incisi su quell'antica porta.


Incuriosito, decide di fare un tentativo e partecipare a quel ballo, che si terrà a New York di lì a qualche che giorno. 
Si rivela un’esperienza molto più intrigante di quanto avrebbe mai osato immaginare. 
Infatti, non solo ha modo di incontrare vari bizzarri personaggi che condividono le sue passioni e le sue stranezze, ma in modo particolare conosce un uomo. Egli non gli rivela il suo vero nome, chiede di essere chiamato Dorian. Lo avvisa che qualcuno lo sta cercando per annientarlo e derubarlo del libro che ha con sé, poiché si tratta di un volumetto molto più prezioso di quanto possa immaginare. Gli chiede di recuperare un libro per lui, dopodiché gli promette che in cambio del suo prezioso aiuto lo condurrà oltre una porta magica, quella stessa porta che non ha varcato da bambino, e che lo porterà sino al Mare senza Stelle. 
Zachary non ha mai visto quell’uomo, ma nei suoi confronti prova un’istintiva fiducia ed anche un’immediata attrazione, perciò decide di aiutarlo e poi seguirlo per scoprire qualcosa di più, o capire se si tratta di uno scherzo. 
Quando Zachary e Dorian raggiungono la porta magica, dipinta su un muro a Central Park, vengono però inseguiti da alcuni loschi individui. Affinché non gli venga fatto del male, Dorian spinge Zachary oltre la porta per primo. Egli invece non fa in tempo a varcarla, viene catturato e portato via, e Zachary non ha la possibilità di tornare da lui e salvarlo poiché la porta alle sue spalle è stata coperta di vernice e non può essere riaperta. Non gli resta che esplorare il luogo misterioso in cui si trova, una sorta di elegantissimo resort che costituisce la baia del mare senza stelle, un mare che esiste davvero eppure si è ritirato, allontanandosi tantissimo dalla riva. Grazie a Mirabel, un’intrigante donna che ha il potere di creare nuove porte, tornerà nel mondo di sopra per salvare Dorian, al quale si sente legato, non solo da un obbligo di riconoscenza perché gli ha salvato la vita, ma anche da qualche ragione più profonda, che non riesce a definire né comprendere. Come se da sempre avesse atteso di conoscerlo, di vedere i suoi occhi castani dalle calde sfumature color miele. Zachary non ha mai conosciuto qualcuno con cui si sentisse così bene, ed ora non intende arretrare di nuovo dinanzi ad un'opportunità che gli ha dato il destino. 
Eppure, nonostante il chiaro interesse di entrambi, sembra che l’intero universo cospiri contro il loro sentimento appena sbocciato. Quando una crepa si apre nella baia e Dorian cade nel mare senza stelle, i due si ritrovano lontanissimi l’uno dall’altro. Profondamente desiderosi di rivedersi, copriranno distanze siderali e, attraverso scenari surreali, tenteranno di ricongiungersi. Riusciranno a ritrovarsi? 
Il destino ha in serbo per loro un finale da fiaba, o una conclusione tragica? 


"Non aver paura; nessuno può sottrarci il destino; è un dono."

La storia d’amore tra Zachary e Dorian è intensa. Si costruisce su una connessione profonda fra le loro anime e su una tensione sottilmente erotica che si instaura tra i protagonisti sin dal primo incontro, quando Zachary ascolta nel buio la voce calda di Dorian che gli racconta una storia all’orecchio. 
Una storia vissuta come una danza, che prosegue per tutta la lunghezza del libro, fatta di sguardi carichi di sottintesi e dita che si sfiorano.

Chi è, davvero, il Re Gufo?», chiede Zachary, dopo il silenzio post-racconto.
«Sssh», risponde Dorian, sollevando una mano sulla bocca del ragazzo per zittirlo. «Questo ancora non lo sappiamo. Quando lo sapremo significherà che saremo arrivati alla fine della storia».
Le dita di lui indugiano un istante sulle labbra di Zachary prima che la mano ricada giù, un istante che sa di scotch, sudore e pagine girate."

La storia di Zachary e Dorian è bellissima, ma è solo la cornice di tantissime altre.
Come in un grande arazzo, l’autrice descrive una serie di racconti magnifici, sottotrame inanellate nell’intreccio principale come perline colorate in una collana, che insieme costituiscono un magnifico gioiello. 
Nel romanzo vengono narrate tutte le fiabe contenute nei libri che i due protagonisti trovano e custodiscono e, anche se con poche pagine, ciascuna di esse si rivela un’intensa e coinvolgente, piccola storia d’amore. Non sono narrazioni fini a sé stesse, infatti ogni racconto è profondamente legato all’altro e soprattutto alla trama principale, e neanche il più piccolo dettaglio è eccessivo oppure superfluo. Tuttavia i nessi logici fra i vari capitoli e le diverse sottotrame diventano chiari soltanto nella seconda metà del libro, e bisogna prestare molta attenzione per seguire una narrazione così complessa.
L’amore a prima vista fra Zachary e Dorian si intreccia all’amore secolare che lega Tempo e Fato, all’amore difficile fra la Luna e un umile locandiere, al legame impossibile fra Simon e Lenor: una ragazza e un ragazzo che si incontrano fuori dal tempo e nel tempo si perdono, nel disperato tentativo di ritrovarsi. 

L’amore descritto da Erin Morgenstern è inteso come una storia da narrare all’altro, come la promessa di creare insieme un racconto nuovo ogni giorno. Un amore interpretato nella sua forma più estrema, passionale e poetica, come solo un amante della letteratura potrebbe fare: un amore che diventa un fiume di parole sussurrate nel buio, un’intesa mentale perfetta, una completezza di anime che si riconoscono nell’amore degli stessi racconti che sono diventatati frammenti del loro cuore e parti della loro stessa storia. 

"È strano, non è vero? Amare un libro. Quando le parole sulle pagine diventano così preziose che ti sembrano parte della tua stessa storia perché lo sono. È bello avere qualcuno che finalmente ha letto le storie che io conosco così intimamente."

Solo chi ama i libri e le parole in maniera totale e viscerale, tanto da consacrarsi alla fantasia, può apprezzare questa concezione dell’amore e comprendere la metafora del “Mare Senza Stelle”, che è figura del mondo dell’immaginazione, un universo al quale pochi eletti si consacrano per sempre. Chi  oltrepassa le sue porte e si affaccia su questo mistico universo ne porta sempre con sé il ricordo, come un tatuaggio sulla pelle, indelebile. Un’emozione che toglie la voce, che le parole non possono trascrivere. 

Nel romanzo sono presenti numerosi riferimenti letterari, più o meno espliciti: l’autrice instaura un gioco con il lettore, una sfida intellettuale per individuarli e indovinarli tutti, facendogli provare il desiderio di leggere i libri citati che ancora non conosce. 

Il mare senza stelle” è un elogio alla bellezza della narrazione, e nel contempo un modo per mostrare come, uno strumento tanto potente come la parola, riscontri tuttavia invalicabili limiti, tentando di inseguire l’emozione senza mai riuscire davvero a spiegarla. 
La narrazione – che sia letteraria, oppure la narrazione in un videogioco o in un film – è una manifestazione artistica e come tale si sforza, a suo modo, di comunicare un aspetto della vita. Eppure nessuna manifestazione artistica può riuscire ad avvicinarsi all’emozione derivante dalla contemplazione di un paesaggio, o descrivere l’intensità di un sentimento o di uno sguardo. 

Per questa ragione, a volte la narrazione diventa volutamente limitata e manchevole, non perché non voglia descrivere nel dettaglio emozioni e paesaggi ma proprio perché arresa dinanzi all’impossibilità dell’impresa, cercando di comunicare al lettore un’impressione vaga, seppure incisiva e potente, affinché possa figurarsi personalmente quel concetto nella mente. 

“Il mare senza stelle” è un libro complesso e affascinante, incantevole e struggente, in cui ogni frase, ogni parola riesce a far esplodere emozioni vivide nel cuore del lettore. 
Definirei "Il mare senza stelle" inafferrabile e sfuggente. Leggerlo mi ha dato la sensazione di stringere fra le mani una sfera di vetro con la neve: riuscivo a guardare la storia ma solo da una certa distanza, senza afferrarla davvero, eppure proprio questa distanza aumenta lo struggimento durante la lettura e il desiderio di proseguire, di continuare a guardare quella neve che si posa, bianca, sul fondo di questa mistica sfera in cui si muovono decine di affascinanti personaggi. 

"Penso che le storie migliori siano quelle che danno la sensazione di proseguire, da qualche parte, fuori dallo spazio della storia."

Se leggerete questo libro, dopo aver sfogliato l’ultima pagina, non proverete una sensazione di completezza, quanto un totale smarrimento: la vostra mente, ebbra di visioni magnifiche, si scoprirà a desiderare un nuovo sogno altrettanto vivido ed intenso. 

"Il mare senza stelle" vi resterà nel cuore per sempre, come un sogno che non vorrete abbandonare mai più.

"Queste cose sono accadute.
A volte potrebbe sembrare strana, ma a volte la vita è così.
A volte la vita diventa strana.
Puoi provare a ignorarla oppure puoi vedere dove ti porta la stranezza.
Tu apri una porta.
Che cosa accade dopo?"

2 commenti:

  1. Ciao Chiara! Sembra davvero un libro molto bello! Prima o poi devo assolutamente recuperarlo! :)

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  2. Non riesco mai a dire abbastanza bene quanto questo libro sia stato importante per me. Il famoso libro giusto al momento giusto, quello che ti sembra che parli di te. Mi ha bbracciata quando ne avevo bisogno e mi ha sussurrato che tutto andrà bene. Grazie, Erin nostra

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