lunedì 7 dicembre 2020

"Storia di chi ama sottovoce" di Elisa Venticinque


"Storia di chi ama sottovoce" è un romanzo di Elisa Venticinque, arrivato finalista nel 2013 ad un concorso letterario indetto dalla casa editrice Giunti. 

Edoardo ha diciotto anni e non può più frequentare la scuola. Suo padre, un uomo severo e violento, gli ha imposto di andare a lavorare. Lui ha accettato, per il bene della madre e dell'amata sorellina Alice. 
Come se la sua vita non fosse già difficile, Edoardo custodisce anche un segreto: è innamorato da due anni del suo migliore amico Matteo. Ha capito di amarlo con il tempo, apprezzandone la presenza costante. Però non prende neppure in considerazione l'idea di aprirgli il cuore: sa bene che il suo amico è etero e teme che una confessione simile li separerebbe. 
Tuttavia, una notte in cui l'amico è ubriaco, non resiste e, mentre è assopito, lo bacia.
Il bacio rubato di Edoardo a Matteo aleggia fra di loro come uno spettro. Matteo infatti, sebbene fosse ubriaco, conserva ricordi confusi di quel momento e ha alcuni sospetti, anche se l'amico prontamente svia le sue domande ogni volta che solleva la questione. 

"Preferisco accontentarmi, forse è più facile tenersi dentro quel segreto, riappropriandosene ogni volta che Matteo si avvicina e mi rivolge qualche attenzione particolare. 
Sarà così; in fondo, lo avevo sempre saputo. 
Perché questi dubbi? Lo terrò chiuso qui, questo maledetto segreto, anche se mi facesse diventare pazzo.
Matteo non vale quel segreto. Lui rimarrà sempre il ragazzo che ho baciato di nascosto." 

Inoltre l'incontro con Sofia, ex fidanzatina di due anni prima, lo confonde ulteriormente.
Edoardo sceglierà di recuperare la sua storia con Sofia? Oppure troverà il coraggio di dire la verità a Matteo? 


Qual è il momento giusto per confessare il proprio amore ad un'altra persona? Il tempismo, nelle relazioni, purtroppo è fondamentale: scegliere il momento sbagliato per una dichiarazione potrebbe pregiudicare una bellissima storia d'amore. 
Eppure aspettare troppo a lungo non è mai una buona soluzione: se, dopo lunghe riflessioni, si arriva alla comprensione definitiva dei propri sentimenti, questi vanno dichiarati. La pena per questa mancanza sarebbe l'eterna condanna ad una vita di rimpianto. 

Edoardo, eterno indeciso, comprende di amare Matteo, ma teme che questo amore sia impossibile. Anzi, ha il timore che, se gliene parlasse, l'amico si allontanerebbe. 
Inizia così una vita di inganni e bugie.
L'intero romanzo, narrato dal suo punto di vista, con una prosa delicatissima che trasmette bene al lettore i suoi tormenti interiori, è un intreccio di falsità in perfetto stile Sveviano, che Edoardo racconta soprattutto a sé stesso. 
Vorrebbe convincersi di non provare niente per l'amico perché questo renderebbe più facile la sua vita, già sufficientemente complicata. 

Si illude di amare Sofia, la dolce ex fidanzata con cui si riconcilia. Probabilmente ama entrambi, ma di un amote diverso. Ma è davvero possibile amare due persone, o è l'ennesima bugia a cui si abbandona? 
E soprattutto: anche se la sua mente può rassegnarsi a voler bene una persona con cui sa che potrebbe condividere un cammino di vita, il suo cuore continua a battere furiosamente solo per Matteo. 

"Storia di chi ama sottovoce" è un romanzo triste con un finale amaro: la storia, appunto, di un protagonista che non trova il coraggio di accettare sé stesso e soprattutto di urlare ad alta voce ciò che prova.


"L'amore è quando tutto ciò che pesava sulle tue spalle scompare, quando l'attesa si fa insostenibile, perché l'unica cosa che vuoi è passare del tempo con chi ami. L'amore è sapersi mettere da parte, se necessario. È desiderare la felicità dell'altro, anche se implica mettere da parte la tua. L'amore è avere coraggio di dar voce alle scelte che di solito zittiamo, è non avere idea di quello che stai facendo e farlo comunque. È anche nascondere i nostri demoni all'altro, per paura di infettarlo col nostro male, mostrandogli solo il nostro lato migliore. Ma soprattutto l'amore è fare la scelta più difficile, anche se nessuno la capisce."

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