sabato 3 aprile 2021

"Love - Il cane": una graphic novel Saldapress


L'arte del fumetto si è sempre contraddistinta per la sua capacità di concentrare, attraverso le vignette, dinamismo ed emozioni. 
È una comunicazione diversa rispetto alla prosa, perché si serve del testo solo tramite i dialoghi o al massimo qualche nota esplicativa. 
Eppure, esiste una lunga tradizione di fumetti totalmente privi di parole: i fumetti "wordless", ossia "muti".
Sono cambiate le tecnologie, gli usi e costumi ma, sin dall'epoca preistorica, è rimasta immutata l'urgenza dell'uomo della trasmissione di un messaggio nella maniera più immediata possibile.
La comunicazione muta ha infatti origini antichissime, basti pensare ai primi graffiti realizzati rozzamente sulle pareti delle caverne, ai bassorilievi nelle antiche tombe, oppure ai dipinti delle vite dei santi nelle Chiese: in tutte le epoche, l'immagine si è presentata come soluzione ottimale, proponendosi come linguaggio universale in questa Babele di lingue differenti che è l'umanità. 
Frederic Brremaud e Federico Bertolucci, duo artistico già noto per numerose opere di successo apprezzatissime dalla critica e dai lettori, hanno deciso di dedicarsi alla realizzazione di una serie di opere dove la potenza della comunicazione è unicamente affidata all'espressività delle immagini.



"Love - Il cane", graphic novel pubblicata dalla casa editrice Saldapress, porta i lettori nella parte più selvaggia dell'Australia, dove un cane -un mastino-  si è smarrito nel folto di una foresta. Trovandosi improvvisamente in un ambiente che non gli è familiare, deve affrontare vari ostacoli per fare ritorno a casa, attraverso un viaggio che lo porterà a scontrarsi con vari animali spesso aggressivi. Dovrà lottare per conquistarsi ogni pasto, ogni giorno di vita, sempre animato dal desiderio di fare ritorno dagli amati padroni. 
La storia del cane è parallela alle vicende di molti altri animali, mostrati nel loro ambiente naturale, intenti a confrontarsi con le quotidiane difficoltà.


"Love- Il cane" è un albo completamente silenzioso ma estremamente dinamico, che vanta gran parte della sua bellezza nella raffigurazione di una reatà concreta e tangibile, quasi viva sulle grandi tavole a colori. 

Il volume si presenta interessante come un documentario ed intenso come un film.
L'illustratore, con realismo impressionante, concentra l'attenzione del lettore sulle espressioni degli animali i quali, essendo naturalmente privi di capacità linguistica - intesa come la facoltà di creare contenuti tramite uno strumento vocale regolamentato da una grammatica - comunicano gli uni con gli altri tramite movimenti e gesti. Perciò la scelta di optare per un'opera "wordless" che vede gli animali come protagonisti, si rivela particolarmente fedele alla realtà, risultando verosimile. 

Colpisce l'attenzione il titolo: "Love", Amore. 
Naturalmente "Il cane" non è un'opera romantica. Allora qual è il senso di questo titolo così particolare?
In natura sentimenti come l'amore e la crudeltà non seguono l'idea umana.
Non viene concepita la solidarietà al di fuori del branco e nessun animale ne uccide un altro per puro piacere o per desiderio di vendetta. Ogni azione ha uno scopo ben preciso: difendere il territorio, salvaguardare la sopravvivenza o tenere i nemici lontani dai piccoli per garantire la riproduzione della specie. 
Anche i giochi tra i cuccioli - le prime lotte, i morsi giocosi - altro non sono che "preparazioni" ai futuri scontri che dovranno affrontare, da adulti. 



Il cane protagonista del racconto non si avvicina mai ad altri animali per far loro del male, a meno che non ne abbia l'assoluta necessità. 
Il libro non si concentra solo sul cane, ma mostra anche alcuni estratti della vita di vari animali: un koala che incontra la sua fine, diventando vittima di un grande predatore; un canguro che difende i suoi piccoli che giocano al sicuro nel caldo marsupio; un branco di cani selvatici pronti a tutto pur di nutrirsi di una carcassa abbandonata.


Al contrario dell'uomo, che non deve usare violenza contro il prossimo per sopravvivere e che, se viene imbruttito dal male, ne porta i segni sull'anima e sul viso, gli animali non diventano mai malvagi dal momento che le loro azioni non sono spinte da un cuore cattivo ma dall'istinto: lo dimostra lo sguardo del cane che, alla fine di tutte le sue avventure, ha occhi limpidi, come se nessuna bruttura lo avesse sfiorato o turbato. 


Agli umani il mondo animale può sembrare inclemente, un mondo in cui il più debole soccombe. Eppure la contemplazione e l'osservazione attenta di un piccolo scorcio naturale induce a riflettere: l'umanità, con tutto il suo progresso e la proverbiale sensibilità, non è spesso molto poco attenta alle esigenze dei più fragili? In questo, gli uomini si mostrano spesso più spietati degli animali, perché essi scelgono consapevolmente il male, quando la "superiore intelligenza" - che dovrebbe essere caratteristica imprescindibile dell'Homo Sapiens Sapiens, - permetterebbe loro di avere la possibilità di comportarsi diversamente.



Ed ecco dunque che un'opera "muta" e priva di personaggi "umani" diventa occasione per criticare severamente la nostra malata umanità, veramente spietata perché sceglie di  esserlo. 

Nessun commento:

Posta un commento