lunedì 17 maggio 2021

"Tutto Storto" di Matilde Piran e Andrea Falcone


Tutto Storto” è un libro per ragazzi (ma rivolto a tutti coloro che abbiano il coraggio di ascoltare), scritto da Matilde Piran e Andrea Falcone e nobilitato dalla coloratissime illustrazioni di Marta Baroni.

Tratto dallo spettacolo teatrale “Storto”, con cui condivide la seconda parte del nome, racconta la storia di due ragazzi liceali con tanta voglia di libertà ed evasione: Davide, silenzioso amante del disegno ed emarginato dalla classe, ed Elisa, appena trasferitasi da un paese di montagna per le esigenze del proprio fratellino, affetto da disabilità. Appena entrata in classe ad Elisa basta poco per capire che tipo di persone ha davanti: ragazzi pronti a giudicarla, incasellarla ed etichettarla.

Tutti freezati a vedere come sono vestita. Vuoi vedere l’etichetta? C’è scritto ‘Fatti i fatti tuoi’.”

Per questo, quando le viene detto che non può entrare a far parte della squadra di rugby, si intestardisce e decide di iscriversi comunque, al punto tale da arrivare a tagliarsi i capelli. Qui verrà trattata con freddezza da compagni e allenatore, tranne che da Davide, suo compagno di classe che, durante la presentazione di Elisa alla classe, era stato cacciato fuori per il baccano che avevano commesso i suoi compagni. Prima di lasciare gli allenamenti, dopo una giornata frustrante, Elisa trova Davide chiuso in un armadietto che, rassegnato al suo destino, attende che il custode passi per liberarlo dalla prigionia inflittagli dai compagni. In quel momento la giovane protagonista sprona Davide a ribellarsi contro chi gli ha fatto del male e da il via ad una serie di vendette che li porteranno a prendere una decisione drastica: partire, andare via da quella città, da quel posto e da tutte quelle persone che li fanno sentire storti, che decidono per loro. 

Oh! Ma svegliati! Non ci possono trattare così![…] Non possiamo lasciarli vincere solo perché sono grossi! Dobbiamo fare guerriglia! Trappole! Sabotaggi! Fargliela pagare!”

Perciò la mattina dopo, rubano il furgoncino dell’associazione per disabili frequentata dal fratello di Elisa e partono alla volta della città dei liberi, New York! Lungo il loro cammino, fra la goffaggine e timidezza di Davide e l’impulsività di Elisa, affronteranno diversi problemi, dall’imparare a guidare anche senza patente, al sopravvivere una notte all’addiaccio, passando per furgoncini pieni di nonne cattoliche e agenti di frontiera. Durante questo lungo percorso i due ragazzi approfondiranno la loro conoscenza, mutandola in reciproca amicizia e si scopriranno diversi eppure simili, storti a modo loro. E alla fine impareranno, ciascuno grazie all’altro, che forse essere storti non è così male e che quelli sbagliati sono i “dritti” che li giudicano. 

Le guardo dormire, l’Ornella e la Fausta, la testa di una sulla spalla dell’altra, e per un momento mi è tutto chiaro. […] Tutti i viaggi servono a qualcosa.”

Chi si approccia a questo libro per la prima volta viene irrimediabilmente catturato dai suoi disegni, coloratissimi ed espressivi, che contribuiscono a raccontare una parte fondamentale della storia, e rimane per il racconto stesso. Con le sue frasi esclamative sottolineate dal carattere tondo e dal colore viola, è sicuramente di facile lettura per tutti i ragazzi che si affacciano alla prima adolescenza, ad un mondo di paragoni e giudizi. Ma non fatevi ingannare dai colori pastello e dal linguaggio irriverente e ironico, perché le lezioni di vita che sono impartite dalla storia sono valide a tutte le età. 

Non saprei. Forse stai scappando da qualcosa. O da qualcuno. Forse stai scappando da te stesso, per questo corri.”

Verità talmente disinibite e forti che fanno l’effetto di un pugno nello stomaco, messe in bocca alla voce narrante, Elisa, che liberà da ogni tabù le declama, le urla, le strilla. E poi ci sono verità più dolci, verità sussurrate, tracciate su carta dal giovane Davide che porta su di se il peso di anni di prese in giro e di bullismo, al punto tale da voler nascondere le sue passioni. Chiunque, durante la propria adolescenza si è sentito come loro, solo, abbandonato e intrappolato dalle catene invisibili di dover essere qualcosa: più buoni, più belli, più svegli, semplicemente non se stessi. Vale in particolare per i nostri giovani protagonisti. Elisa si sente rinchiusa nel suo ruolo di figlia buona, infallibile e paziente, specialmente con il fratello che si trova ad amare profondamente e a disprezzare allo stesso tempo. 

Tutti mi compatiscono già così e non è una bella sensazione! Come se avere un fratello ritardato mi rendesse automaticamente una brava persona! Come se dovessi esserlo per forza!”

Davide è l’incarnazione del ragazzo timido, silenzioso, che non ha amici e che si deve confrontare con l’idea del ragazzo della società moderna, che lo vede in quanto tale solamente nel momento in cui soddisfa degli "standard" che lo definiscono uomo. 

È tutta la vita che mi nascondo, abbasso lo sguardo per paura che vedano, per paura che capiscano. Ma prima o poi dovrò farci i conti. Dovrò fare i conti con cosa voglio”

Il loro viaggio sarà anche il vostro e mentre loro cresceranno, lo farete anche voi attraverso frasi illuminate, piccole gemme nascoste che vi sveleranno che non sempre c’è un perché a tutte le cose, che essere se stessi comporta accettare anche lati nascosti di noi, che le parole non sono il l’unico linguaggio e che il modo giusto per vivere la vita in maniera “dritta”, forse è proprio lasciare che sia “storta”.

Tutto Storto" racconta la storia di due adolescenti, normalmente anormali che scoprono, a modo loro, come essere un po' adulti. Un viaggio alla scoperta di se stessi in cui davvero il percorso è più importante della meta.


~Articolo scritto dalla mia collaboratrice Luinil

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