venerdì 20 marzo 2020

"Il signor parroco ha dato di matto" di Jean Mercier



"Ora, noi preti ci spossiamo tanto in riunioni che spesso non servono granché; ci viene chiesto di mettere in pratica un'infinità di direttive che vengono dall'alto. Passiamo il nostro tempo [...] a celebrare, a volte, i sacramenti per gente che, in fondo, non vuol cambiar vita, ma solo sentirsi a posto con un Dio magico. Voglio smetterla di esaurirmi nei mille compiti che non rientrano direttamente nell'ambito del sacerdozio. È forse un sogno, ma io lo voglio tentare."



Liti per i vasi di fiori davanti alle statue, lamentele per una Chiesa troppo antica, la ribellione dei parrocchiani alla Confessione: Don Beniamino non ne può più. Sacerdote in una parrocchia che non lo apprezza e rimane sorda ai suoi appelli di ritornare ad una fede autentica e semplice, decide di attuare un cambiamento nella sua vita e una mattina, semplicemente, scompare. 
Che fine ha fatto? È scappato con una donna? È morto? 
Ma no: ha semplicemente avuto un crollo nervoso, che lo ha indotto ad una scelta tanto bizzarra quanto estrema: murarsi in una stanzetta della canonica, come "una mistica del medioevo."
Il vescovo non sa come comportarsi, i giornali non parlano d'altro e la gente comincia ad accorrere da tutto il mondo per parlare con questo strano prete, che ha scelto di murarsi vivo. 
Inizialmente, Don Beniamino crede di aver preso la decisione giusta: finalmente può vivere la preghiera con il raccoglimento che ha sempre desiderato, e i suoi parrocchiani riescono a trovare il coraggio di confessarsi e ritornare ad una fede vera. Ma quella di Don Beniamino è davvero la decisione giusta? E se la sua non fosse una scelta coraggiose, bensì una fuga dalle responsabilità? Tra i vari estremi, qual è la verità?



"Il signor parroco ha dato di matto" è un breve libro provocatorio che in Francia ha venduto oltre cinquantamila copie in cui l'autore, Jean Mercier, affronta con ironia e sarcasmo il tema della difficile convivenza fra laici e preti, fatta di incomprensioni e fraintendimenti, e insegna che anche i parroci sono persone normali, con le loro umane debolezze, e che ciascuno di noi, qualunque sia il suo ruolo, deve farsi carico della responsabilità del prossimo.

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